Si mise alla guida senza patente, investendo e uccidendo un uomo che era appena caduto dalla moto. Ora sarà processato per omicidio stradale. Così Cristian Cottone è stato rinviato a giudizio per la morte di Giuseppe Rosinganno.

L’incidente stradale avvenne il 5 settembre 2015, in via Calandra, nella frazione palermitana di Sferracavallo. Cottone si mise alla guida di una Mercedes Classe A nonostante fosse privo di patente. Secondo le ricostruzioni delle forze dell’ordine intervenute, il 26enne avrebbe percorso la via della borgata marinara ad una velocità tale per cui non si sarebbe accorto che per terra c’era un motociclista appena caduto dalla sua moto. L’autista della vettura così lo travolse e lo uccise, poi fuggì via.

Come riporta il Giornale di Sicilia, il gup ha rinvito a giudizio Cottone che dovrà difendersi, a partire dal mese di febbraio, dell’accusa di omicidio stradale. Nonostante ciò però Alessandro Musso, il legale del giovane, contesta il fatto che a quella data l’omicidio stradale non era stato ancora introdotto. Il tema sarà al centro della prima udienza. La vittima, per il medico legale, quella sera avrebbe assunto degli psicofarmaci ma, sempre secondo la ricostruzione del medico, si sarebbe potuto salvare dopo l’impatto.

Fatale, secondo la ricostruzione dell’accusa, sarebbe stato lo scontro con la vettura guidata da Cottone, che aveva anche un faro rotto, avvenuto in una strada buia e piena di erbacce. In via Calandra vigeva il limite di velocità di 30 chilometri orari. All’altezza del civico 24, il 26enne, percorrendo la strada a velocità non conforme al limite di velocità, non si sarebbe accorto dello scooter con i fari accesi sull’asfalto e neppure del corpo di Rosinganno che era appena appena caduto. L’automobilista poi, al posto di fermarsi e chiamare un’ambulanza, scappò via. Si costituì soltanto alcuni giorni dopo, raccontando che aveva avuto paura, visto che non aveva la patente.