La tessitura è sempre un ordito di fili, di storie, vite. Con questo spirito è nato un manufatto di filati, color mare, dalle sapienti mani di Simonetta Russotto, Giorgia Sciortino, Tania Vigilia; una tessitura, “Un mare di fili”, che si intreccia con un’amicizia nata nella borgata marinara di Mondello, che di mare vive e si nutre.

La coperta è stata donata al “Museo dell’Acciuga” di Aspra. Il progetto, nato da un’intuizione iconica di Tania Vigilia, che è anche designer, è poi stato realizzato all’uncinetto da Russotto e Sciortino, per cui il crochet rappresenta una vera e propria passione.

Tra le maglie centrali guizzano tre pesci in lamina metallica che rappresentano le tre diverse personalità delle autrici, così come le percepisce Tania Vigilia che ha realizzato il bozzetto ispirandosi all’espressionista Paul Klee e al suo “Pesciolino d’oro”.

Con i denti aguzzi si è vista la stessa ideatrice, morbida e fluttuante ha immaginato Giorgia Sciortino, affusolata e segnata da tratti semantici Simonetta Russotto. Lo sbalzo del lamierino che rappresenta i pesci evidenzia una tecnica medioevale di oreficeria dai gusti perugini legati al cesello e allo “sbalzo”. Protagonista il bulino che modella le forme uniche.

Il manufatto è costituito da un pannello centrale di 70 cm per 46 colore blu con applicazioni che ricordano le onde blu del mare in cotone e lurex e i tre pesci, allegoria delle autrici, in lamina metallica color rame. Il bordo esterno è composto da quindici quadrati di 23 cm per 23 che spaziano dal verde, al turchese, al blu elettrico, all’indaco. Nel totale, la coperta misura 12 cm di lunghezza per 95 di larghezza. Lungo il bordo superiore è stato applicato un listello di legno per consentirne l’utilizzo come un arazzo.

“Il progetto originario – hanno spiegato le autrici – è stato modificato in corso d’opera e i tanti quadretti, che dovevano essere apposti con una cucitura perfetta, sono stati sostituiti da un pannello centrale, decorato con elementi che creano una doppia similitudine: il mare e le onde, seguendo un andamento non regolare guidato dalla nostra fantasia. Il mare, i colori, la creatività, il crochet sono tutti elementi catartici attraverso i quali ci rigeneriamo nella nostra vita quotidiana e che abbiamo voluto offrire a chi ammirerà la nostra opera. Il Museo dell’Acciuga aveva già ricevuto altre donazioni, in legno o in ceramica, ma mancava qualcosa del genere”.