Incastonato nel cuore pulsante di Palermo si trova il chiostro del monastero di Santa Caterina d’Alessandria da tempo immemorabile ormai, vittima di un degrado silenzioso e doloroso. Questa meraviglia ferita, come tante altre opere inestimabili di Palermo, tra i più suggestivi esempi di architettura barocca siciliana, ha vissuto anni di abbandono, con infiltrazioni, intonaci cadenti e affreschi sbiaditi che ne hanno compromesso la bellezza e la fruibilità. Anche se oggi, si apre uno spiraglio di speranza con l’avvio di un importante progetto di restauro che promette di restituire alla comunità uno dei suoi tesori più preziosi.
Un patrimonio dimenticato
Il chiostro, parte integrante del complesso monastico di Santa Caterina, si affaccia sulla splendida Piazza Pretoria ed è circondato da un silenzio che stride con la sua storia gloriosa. Per anni, le sue colonne scolpite, le volte affrescate e i giardini interni hanno sofferto l’incuria e la mancanza di interventi strutturali. Le piogge hanno aggravato le infiltrazioni, mentre la vegetazione spontanea ha invaso gli spazi, rendendo difficile l’accesso e pericolosa la visita.
Lo stato dell’arte
Anche ieri, come spesso avviene la domenica e nei fine settimana, complice anche una giornata dalla temperatura piu’ che mite, numerosi turisti hanno visitato la struttura che peraltro ospita all’interno, una dolceria, “I segreti del chiostro”, dove tanti si affollano per comprare prodotti tipici palermitani. Ma lo spettacolo, come potete vedere dalle foto, è desolante, per usare un eufemismo. Dovunque si riscontrano gli effetti delle infiltrazioni d’acqua in quanto le piogge hanno causato danni significativi alle volte e alle pareti, con evidenti segni di umidità e muffa. All’interno intonaci cadenti con molte superfici che presentano distacchi e crepe, con porzioni di intonaco che si sono staccate, lasciando esposte le murature sottostanti. Per non parlare degli affreschi deteriorati con le decorazioni pittoriche, un tempo vivaci e dettagliate, oggi sbiadite, scolorite o parzialmente perdute. E’ evidente l’abbandono e incuria che si nota anche per la presenza di erbacce e piante infestanti che hanno invaso il giardino centrale e alcune aree pavimentate, contribuendo all’aspetto trascurato del luogo e l’accessibilità ridotta con alcuni percorsi ostruiti o pericolosi che rendono difficile la visita e scoraggiano l’afflusso turistico. Evidenti sono i danni agli elementi architettonici con le colonne, le cornici e le decorazioni in pietra soggette a erosione e frammentazione. E’ chiara l’assenza di manutenzione regolare e la mancanza di interventi conservativi che ha accelerato il processo di degrado, mettendo a rischio l’integrità del chiostro.
I commenti di visitatori e turisti
Non mancano i commenti negativi di tanti turisti presenti, ma anche di tanti palermitani che vengono ad acquistare i dolciumi all’interno. “Non è possibile accedere nemmeno con animali di piccola taglia – ci dice una coppia di palermitani che quasi si vergogna dello stato di degrado in cui versa la struttura – nemmeno in trasportini o tenuti in braccio”. Abbiamo chiesto agli addetti e sembra che per l’inciviltà di qualcuno sia stato disposto il divieto. In molti musei nel Paese, per non parlare degli altri stati europei, è permesso l’ingresso ai cani, anche se con regole specifiche. Di solito, i cani devono essere tenuti al guinzaglio e con museruola, specialmente i cani di taglia grande, mentre quelli di piccola taglia possono essere ammessi solo se trasportati in apposite borse o trasportini. In molti casi, sono previste eccezioni solo per cani guida per non vedenti o per animali da pet therapy certificati, ma al Chiostro di Santa Caterina non vogliono sentire ragioni e per una città europea non è il massimo. Le bellezze ferite all’interno e il degrado che purtroppo è fin troppo evidente vengono notate da chiunque entri in questo gioiello trascurato da decenni. “Un’opera bellissima ma molto diversa nella realtà da come appare nelle foto, un vero peccato” affermano in un italiano fortemente “teutonico” una coppia di turisti proveniente dalla Germania che comunque non ha perso il sorriso ed è riuscita ad acquistare gli ambiti dolciumi dopo venti minuti di coda all’interno.
Il restauro
Da gennaio 2025 è stata ufficialmente avviata la fase operativa del progetto di conservazione e valorizzazione del complesso, con un investimento complessivo di 950.000 euro stanziato dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti. I lavori, che dureranno fino a dicembre 2025 (!), prevedono il recupero delle superfici decorate, il consolidamento strutturale delle murature e il ripristino delle aree verdi. L’intervento, affidato a ditte specializzate nella conservazione dei beni culturali, mira non solo a salvare il chiostro dal degrado, ma anche a renderlo nuovamente fruibile per eventi culturali, visite guidate e attività didattiche. Guardando lo stato dei lavori ci sembra difficile che le scadenze vengano rispettate onestamente.
L’aerea circostante
Purtroppo il degrado si estende a tutta l’area circostante, popolata giornalmente da centinaia e centinaia di turisti e residenti, con marciapiedi dissestati, macchine parcheggiate nei posti riservati ai disabili senza alcun pass autorizzativo, materassi abbandonati e alcune pietre poggiate su parti in restauro molto pericolose e prive di qualsiasi dispositivo di sicurezza. Fanno bella vista anche vistose scritte di vario tipo sui muri e recinzioni di plastica senza peraltro alcuna indicazione chiara (a parte un laconico cartello di cantiere) che spieghi chiaramente i lavori in corso di realizzzazione. e, almeno ieri, totale assenza di controlli.
Un appello alla cittadinanza
Il restauro del chiostro di Santa Caterina è un segnale importante, ma non basta. Serve l’impegno costante delle istituzioni e della cittadinanza per preservare e valorizzare il patrimonio culturale palermitano. Il chiostro è solo un esempio e, comunque, non è solo un luogo fisico: è un simbolo di bellezza, spiritualità e identità. E come tale, merita rispetto, cura e amore. Chiunque abbia visitato questo luogo sa che, dietro le crepe e le macchie di umidità, pulsa ancora il cuore di una Palermo antica e fiera. Ora che il restauro è in corso, è il momento di guardare avanti e immaginare un futuro in cui il chiostro torni a splendere come merita.


























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