Uno scontro, forte, in aula con il Presidente della Regione durante il quale è stato additato come l’irresponsabile perchè ricorre al voto segreto “spero che di lei e di quelli come lei si occupino altri palazzi” gli ha urlato in aula Musumeci. Poi il disegno di legge sul ‘modello Genova’ nato come emendamento alla Finanziaria ma estrapolato e trasformato in legge autonoma e sposato da tutti i capigruppo, ad eccezione dei 5 stelle stelle, ma bocciato come incostituzionale dal governo e stroncato da una relazione degli uffici. Una relazione che, però, non preoccupa e che viene utilizzata dalla I Commissione Affari Istituzionali come base per modifiche e integrazioni per portare avanti proprio quella legge che piace a tutti in questo momento di emergenza, tranne a questo anomalo fronte involontario governo – 5 stelle. E presto l’arrivo in discussione di altre norme. Luca Sammartino, deputato di Italia Viva, dopo aver lasciato il Pd, sembra essere diventato improvvisamente, dopo un lungo periodo di silenzio, quasi anonimato, il rompiscatole siciliano ricordando un po’ anche la figura ‘del suo leader, quel Matteo Renzi che è il bastian contrario del governo Conte. Ma, contrariamente a Renzi che è al governo, Sammartino è all’opposizione in Sicilia

Onorevole Sammartino, la Finanziaria anti Covid alla fine è stata approvata. Come la giudica?

“Fin dall’inizio della trattazione della Finanziaria nelle Commissioni ho subito percepito che ci fosse una mancanza di coperture finanziarie reali e che il Governo avesse elencato una serie di enunciazioni. Dalla prima lettura e, in seguito, dal lavoro di approfondimento, mi sono reso conto che erano enunciazioni perfette da comunicati stampa. Il Parlamento, trasversalmente, ha fatto uno straordinario lavoro nelle Commissioni di merito e in Aula per cercare di dare un indirizzo politico ad un Governo che, a parer mio, ad oggi non ha ancora dimostrato di avere una visione di Sicilia. I dubbi sono rimasti e spero che queste risorse arriveranno in tempi brevi ai siciliani”.

Come sta affrontando la Sicilia questa emergenza dal suo punto di vista?

I siciliani hanno dimostrato di essere un popolo straordinario. Con un grande spirito di adattamento e di responsabilità che all’inizio non si vedeva ma che successivamente è venuto fuori e ha permesso, grazie anche al fatto che abbiamo potuto prevedere ciò che stava accadendo nelle Regioni del Nord, di dare una risposta importante. Adesso però sono emerse nuove povertà a cui bisogna dare risposte. Con il lockdown è emerso il problema di chi lavorava saltuariamente e adesso è in grave difficoltà, il collasso del tessuto produttivo, fatto di piccole imprese. Eravamo già una terra con pochi investimenti e poche prospettive. Per questo sono convinto del fatto che la fase 2 possa essere una grande occasione per svegliare le coscienze di tutti e per ridisegnare un modello di Sicilia nuovo che valorizzi le nostre risorse.

Lei parla di un modello nuovo di Sicilia. Durante la Finanziaria ha presentato un emendamento per la semplificazione amministrativa, sul “modello Genova”, che adesso è diventato un disegno di legge abbastanza controverso. Pensa che andrà da qualche parte o si impantanerà nelle maglie dell’incostituzionalità?

“Questa terra o si sveglia o muore. Dobbiamo essere Isola che genera investimenti e che sblocchi cantieri, con regole chiare e tempi certi, ridando il diritto al lavoro al popolo siciliano. Dobbiamo far parlare della Sicilia per la nostra capacità di attrarre turismo e di valorizzare i propri beni culturali e le proprie bellezze naturalistiche. Ma senza infrastrutture, opere pubbliche, trasporti, non possiamo valorizzare ciò che abbiamo”.

Non è preoccupato dei giudizi negativi espressi dagli uffici dell’ARS sul testo?

“Qualcuno ha storto il naso e pone problemi di fattibilità. Sono però convinto che nessuno dei 70 parlamentari possa essere contrario ad una legge che ridarà speranza alla nostra terra. Le finalità della norma sono chiare. Auspico che il lavoro della I Commissione, con il contributo di tutte le forze politiche, e con l’ausilio dei validi uffici dell’ARS, possano migliorare il testo per raggiungere tutti insieme l’obiettivo.

E quale sarebbe?

Lei provi soltanto ad immaginare se in tutti i Comuni della Sicilia, che hanno ricevuto un finanziamento, si potranno aprire in tempi rapidissimi i cantieri. Solo per farle un esempio.

L’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha pronto un piano sanitario per la fase 2. Si parla di cinque ospedali Covid e 1.200 posti letto. 

Non ho letto ancora il piano. Mi auguro che però prima di elaborare eventuali piani si restituisca al popolo siciliano il diritto a curarsi. Ancora oggi purtroppo vengono impedite le erogazioni ordinarie del servizio sanitario e troppi pazienti con patologie croniche da mesi ormai hanno interrotto le loro cure. Non è un modello questo di civiltà.

In piena emergenza è scoppiata quella che BlogSicilia ha definito la “tragedia cassa integrazione”. Si è dimesso il direttore generale del Dipartimento Lavoro. Il governatore ha chiesto scusa per i ritardi ma ad oggi ancora i lavoratori non hanno ricevuto un euro. Di chi sono le responsabilità?

Sono contento che il direttore Bologna, persona seria e competente, abbia assunto l’interim del Dipartimento Lavoro. Mi auguro per il futuro Musumeci scelga i dirigenti generali dei suoi dipartimenti non per tessera di partito ma per le vere capacità che ognuno di loro può mettere in campo nei rami dell’amministrazione. La Cassa Integrazione è l’esempio, insieme ad altri, dell’approssimazione organizzativa con cui il Governo affronta i problemi della Sicilia. Adesso basta chiacchiere si attendono i decreti.

Avrà notato che in Aula alcuni hanno votato con la maggioranza e per questo sono stati definiti “responsabili”.

Non commento le scelte di altri. Prendo atto di un timido cambio di pelle di una maggioranza già variegata.