Anche a Palermo lo sciopero globale contro la crisi climatica per chiedere di “cambiare il sistema politico ed economico”. Oggi, dopo quasi due anni di pandemia, tantissimi studenti sono ritrovati in piazza per lo sciopero generale contro la crisi climatica e ambientale. Una mobilitazione che ha visto riempire diverse piazze sparse per tutta la Sicilia e non solo. Diversi licei palermitani hanno anche oggi risposto all’appello, esponendo alcuni striscioni davanti gli ingressi delle loro scuole.

Mobilitazione a Piazza Verdi

A Palermo, a Piazza Verdi, lo striscione dei militanti di Antudo recitava “Il vostro progresso: crisi, incendi, pandemia. Che un nuovo vespro vi porti via”. “La pandemia ha messo in luce le contraddizioni del sistema economico, produttivo e sociale”, dichiara Maria Pia Astuto di Antudo. “Questa crisi, più di altre, ha reso evidente che per cambiare le condizioni climatiche bisogna cambiare sistema economico e politico, E per cambiare sistema occorre partire dal territorio, dai luoghi che sono martoriati quotidianamente dalle azioni del capitale”.

“Lottiamo per difendere il territorio”

In Sicilia gli esempi sono tanti, dalle raffinerie alle discariche, alle basi militari ai quali si aggiungono i più recenti progetti come il mega parco eolico delle Egadi e il mega impianto fotovoltaico nel siracusano. “A questo punto, lottare per difendere il proprio territorio dalle nocività significa lottare per l’auto determinazione della propria terra. Non c’è più tempo”, conclude.

Mobilitazione degli studenti

L’iniziativa è stata lanciata dal Coordinamento Studenti Palermitani, che ha anche organizzato un’assemblea studentesca questo pomeriggio, alle 15:30, all’interno del liceo classico Umberto I di via Parlatore, con l’obiettivo di sensibilizzare e spingere alla mobilitazione tutti e tutte per salvare il pianeta. Hanno aderito, tra gli altri, il Collettivo autonomo del Liceo Umberto I, il liceo Garibaldi, l’Einstein, il Catalano e il Cassarà.

I 50 gradi di Siracusa

“La crisi climatica non può essere più relegata a un ipotetico futuro. Sta succedendo qui e ora. Ce lo dimostrano i 50 gradi di Siracusa, le inondazioni della Germania e dei paesi limitrofi, gli oltre 700 morti in Canada per il troppo caldo, gli ettari di bosco bruciati completamente negli incendi in Sicilia, per citare alcuni esempi avvenuti solo negli ultimi mesi”, afferma Nicoletta Sanfratello a nome del Coordinamento. Ma oggi l’attenzione degli studenti si è rivolta soprattutto alla narrazione sistematica che, a detta loro, preme sulla colpevolizzazione dei singoli individui e assolve invece multinazionali, affaristi e governi. In uno striscione, infatti, scrivono provocatoriamente: “Chi inquina di più, chi trivella il nostro mare o mia nonna che butta la carta nel vetro?”.