Una vera valanga di emendamenti, la montagna più alta da scalare dall’inizio di questa legislatura. Sono 2950 gli emendamenti alla Finanziaria regionale siciliana che saranno in discussione a partire da martedì 16 dicembre. Il governo punta a fare tutto in settimana e giungere all’approvazione della manovra entro domenica 21 con la prospettiva di lavorare anche nel prossimo fine settimana per poi potersi concedere uno stop natalizio. Ma se non si arrivasse per tempo la maggioranza valuterà di proseguire anche fino a ridosso di Natale e, se proprio necessario, anche fra Natale e Capodanno.
Gli emendamenti dell’opposizione
Le richieste di modifica alla Legge di Stabilità sono articolate. Circa un migliaio gli emendamenti targati 5 stelle, circa 900 quelli del Pd e di questi circa 600 sono emendamenti soppressivi ovvero formulazioni semplici che punta a cancellare le proposte emerse dalla commissione Bilancio. I soppressi sono quegli emendamenti sui quali potrebbero scattare le richieste di voto segreto. Manovra di tipo politico più che tecnico che puntano a smontare l’impianto della norma e sottolineare eventuali tensioni nella maggioranza.
I 23 emendamenti condivisi
Ci sono, poi, gli emendamenti di proposta pura, circa 300 per il Pd e altrettanti per i 5 stelle. Nel mucchio ci sono, poi, 23 emendamenti condivisi dall’intero fronte delle opposizioni ovvero Pd, 5 stelle e Ismaele La Vardera. Su questi il 23 componenti dell’opposizione cercheranno di fare quadrato nell’intento di portare a casa le proprie idee per la Sicilia.
Gli emendamenti della maggioranza
Poco più di 900 gli emendamenti provenienti, invece, dalla maggioranza. Qui non c’è ostruzionismo alcuno ma si annidano una serie di differenze di opinioni fra i vari partiti della coalizione a cominciare dalla vicenda degli ex Pip con emendamenti, ad esempio, della Lega, che puntano a portare tutti a tempo pieno.
Gli ex precari Pip
Il governo, nei giorni scorsi, ha tentato di spegnere questo tema trovando altri 5 milioni di euro l’anno, in aggiunta ai dieci già promessi, e puntando all’aumento delle ore lavorative dei quasi duemila ex precari oggi stabilizzati in sas a part time. Attualmente ci sono lavoratori a 18 e altri a 20 ore,. Con queste risorse si livello tutti portandoli a 24 ore ma loro non demordono e chiedono, se non il tempo pieno, almeno 30 ore. Ma per farlo la dotazione annuale dovrebbe più che raddoppiare e superare i 30 milioni
La tentazione maxi emendamento
Tutto questo, unito all’esigenza di sfoltire i 134 articoli della manovra, induce la maggioranza in tentazione, quella di un maxi emendamento che sia pronto se le cose prendono una brutta piega, a sostituirsi a tutto o quasi pur di salvare i primi 25/30 articoli dove c’è il nocciolo di tutto per governo e maggioranza.
Domani, lunedì 15 dicembre, intanto, si torna in aula per tutto il giorno (dalle 11,00 alle 17,30) per completare la discussione generale, in serata tutti gli emendanti saranno stati vagliati dagli uffici e scremati e martedì si comincia. Ma le schermaglie sono iniziate già con la dichiarazione di guerra pentastellata: “Chiamiamola col suo nome: quella che si accinge ad arrivare in aula è la lista della spesa dei deputati della maggioranza travestita da legge di stabilità. È la peggiore finanziaria di sempre, a dimostrazione del fatto che quando c’è da fare disastri, Schifani riesce sempre a superare se stesso. Noi siamo pronti alla battaglia. Per riscriverla il Movimento 5 Stelle ha presentato oltre mille emendamenti e 23 di concerto con Pd e Controcorrente”
afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca,






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