Niente nomine di dirigenti alla Regione siciliana almeno per il momento. La giunta regionale decide di prendere tempo e rinvia alla fine dell’anno o, più probabilmente, al 2027 le nomine dei dirigenti in scadenza. La scelta è di carattere amministrativo. La riforma della dirigenza e i nuovi assetti organizzativi che sono in corso di definizione e attuazione potrebbero cambiare le postazioni dirigenziali. Appare, dunque, saggio evitare nomine in questa fase e rinviarle ad un momento in cui i nuovi assetti saranno completi e definitivi.

Tutti gli incarichi prorogati fino al 3 dicembre

Prorogati, quindi, fino al 31 dicembre gli incarichi di tutti i dirigenti della Regione Siciliana. Lo ha deciso la giunta, nel corso della seduta di oggi, per garantire continuità, stabilità gestionale e buon andamento dell’azione amministrativa. La proroga è stata disposta in attesa che venga completato il processo di razionalizzazione degli assetti organizzativi che, in base al regolamento in via definizione, porterà alla riduzione delle postazioni dirigenziali.

La riforma della dirigenza potrebbe rimettere tutti in discussione

La proposta di delibera approvata dal governo prevede che, qualora il procedimento di riorganizzazione dovesse concludersi prima della fine dell’anno, la proroga cesserebbe i propri effetti.

Nella stessa seduta, la giunta ha esteso di dodici mesi l’incarico del dirigente generale del dipartimento dell’Acqua e dei rifiuti Arturo Vallone.

Prorogato lo stato di crisi ed emergenza per la frana di Caltanissetta

La giunta regionale ha, poi, approvato nella medesima seduta, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, l’ulteriore proroga di un anno, fino al 9 luglio 2027, dello stato di crisi e di emergenza regionale per le conseguenze determinate dagli eventi franosi che si sono verificati a Caltanissetta il 10 dicembre 2024.

Questo ulteriore prolungamento di dodici mesi consentirà di allungare il periodo di osservazione e monitoraggio per eseguire i piani di indagine e le consulenze tecnico-scientifiche a cura dei docenti degli atenei siciliani coinvolti e completare la fase di studio nell’arco temporale delle quattro stagioni per individuare la natura del fenomeno e definire interventi necessari alla tutela dell’incolumità pubblica e privata. I danni hanno riguardato alcuni edifici in via Redentore, vicolo Scilla, corso Umberto I e via San Giovanni Bosco del capoluogo nisseno.

La proposta è stata avanzata nel corso del tavolo tecnico dello scorso aprile, in cui sono emersi i primi dati acquisiti dalle valutazioni dei sistemi di monitoraggio. Il tavolo è stato convocato dal commissario delegato per l’emergenza e dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico Duilio Alongi e vi hanno preso parte i funzionari dei dipartimenti regionali competenti, i rappresentanti degli enti locali interessati e delle Università di Enna, Catania e Palermo.