Lo scontro sulle variazioni al bilancio della Regione Siciliana si sposta da Palermo a Roma. I parlamentari siciliani del Partito Democratico hanno inviato una formale richiesta d’impugnativa ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione al ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli. Nel mirino dei dem c’è l’articolo istitutivo del “Fondo per gli investimenti territoriali”, una misura da 190 milioni di euro inserita nella manovra da 1,3 miliardi approvata in via definitiva dall’Ars lo scorso 22 ottobre. La norma, ribattezzata dalle opposizioni come la legge sulle “mancette”, conterrebbe secondo i firmatari diversi profili di illegittimità costituzionale tali da meritare un’attenta istruttoria da parte del Dipartimento per gli Affari Regionali, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La lettera porta la firma dell’esponente della segreteria nazionale Peppe Provenzano e dei parlamentari nazionali siciliani Anthony Barbagallo, Giovanna Iacono, Stefania Marino e Antonio Nicita.

I motivi della contestazione: “Fondi distribuiti senza criteri”

Nella missiva inviata al governo Meloni, i parlamentari spiegano che oltre il 90% della dotazione del Fondo (pari a 174,3 milioni di euro) è stato distribuito direttamente in Aula attraverso elenchi blindati inseriti nei testi dei maxiemendamenti, “senza alcun criterio valutativo preliminare”. In particolare, l’allegato A comprende circa ottocento interventi di piccolo importo (tra i 50.000 e i 150.000 euro) per i quali non è stato indicato alcun parametro di riparto o indicatore dei divari territoriali.

Dall’analisi dei dati emerge una profonda sperequazione: le risorse assegnate variano da circa 5 euro per abitante nella provincia di Trapani a oltre 75 euro in quella di Ragusa. Inoltre, su base comunale, l’elenco esclude totalmente numerosi centri: su 43 comuni della provincia di Agrigento solo 13 hanno ricevuto un beneficio, e appena 9 su 24 nella provincia di Trapani. I dem evidenziano anche anomalie formali, come la presenza nell’allegato di voci ripetute e finanziate due volte.

Provenzano: “Uno scandalo nazionale, Meloni dica se accetta questo spreco”

Dure le dichiarazioni di Peppe Provenzano, recentemente incaricato dal Nazareno di guidare il PD in Sicilia in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: “Insieme ai parlamentari siciliani del PD abbiamo appena scritto al Ministro Calderoli, perché lo scandalo delle mancette della manovra finanziaria regionale non può restare confinato in Sicilia. Il Governo Meloni deve dire con chiarezza se accetta questo spreco di risorse pubbliche, il malgoverno di utilizzare la spesa pubblica, in Sicilia, per finanziare la campagna elettorale dei singoli deputati della destra. Una autentica vergogna”.
Provenzano incalza l’esecutivo nazionale ricordando i precedenti: “Il Governo nazionale ha impugnato leggi regionali per molto meno. Qui siamo in presenza di una totale arbitrarietà nelle assegnazioni delle risorse ai comuni, sulla base della ‘protezione’ del padrino politico di turno. Una logica feudale, slegata da ogni idea di sviluppo. Finanziano campi di padel mentre gli ospedali si fermano e rimandano gli interventi per mancanza di personale. Finanziano piscine laddove gli agricoltori e i cittadini denunciano la mancanza di acqua”.

Il commissario dem ha infine espresso il proprio ringraziamento ai deputati del gruppo Pd all’Ars e a tutte le forze di minoranza per la battaglia condotta a Sala d’Ercole, sottolineando come la vicenda non debba essere derubricata a semplice “andazzo locale”, ma affrontata come una responsabilità politica del governo centrale.