La Procura della Corte dei Conti accende i riflettori sulla gestione degli straordinari della polizia municipale di Palermo finanziati attraverso i fondi del Ministero dell’Interno destinati alla sicurezza urbana. Una vicenda che, dopo mesi di polemiche e rilievi tecnici, sfocia ora in un articolato “invito a dedurre” indirizzato a quattro figure istituzionali di primo piano: il sindaco Roberto Lagalla, l’assessore comunale Dario Falzone, il comandante della polizia municipale Angelo Colucciello e il prefetto Massimo Mariani.

Secondo quanto riportato nell’articolo firmato da Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia, la Procura contabile punta a recuperare circa 763 mila euro, ritenendo che una parte delle somme stanziate dal Viminale per specifiche attività legate alla sicurezza urbana sarebbe stata utilizzata in modo non conforme alle finalità previste dalla normativa.

I rilievi sui fondi del Ministero dell’Interno

Al centro dell’inchiesta ci sono le risorse ministeriali destinate a progetti di controllo del territorio, videosorveglianza, monitoraggio delle aree della movida e iniziative di presidio civico.

La contestazione della magistratura contabile riguarda il fatto che questi fondi sarebbero stati impiegati anche per il pagamento di lavoro straordinario agli agenti della polizia municipale, modalità che, secondo la Procura della Corte dei Conti, non sarebbe compatibile con il dettato normativo originario. Insomma quelle somme non potevano essere usate per pagare il personale.

In realtà l’uso dei fondi per il personale era possibile ma solo dopo una modifica normativa intervenuta in seguito. Quando quelle somme sono state spese ancora non era possibile utilizzarle in quel modo, secondo l’accusa

Sessanta giorni per chiarire

La Corte dei Conti ha, così, trasmesso un invito a dedurre. Lagalla, Falzone, Coluccello e Mariani hanno sessanta giorni di tempo per fornire chiarimenti e spiegazioni sull’utilizzo dei fondi e convincere la Procura che l’impego è stato legittimo.

Una procedura ordinaria in caso di presunto danno erariale. Se le controdeduzioni saranno accolte il procedimento si esaurirà in questa fase.

La vicenda degli straordinari e le verifiche della Ragioneria

La questione era già emersa nei mesi scorsi attraverso verifiche finite in una relazione della Ragioneria generale, che avrebbe contestato un altro aspetto ovvero il pagamento di maggiorazioni per lavoro straordinario ritenute superiori rispetto a quanto dovuto. Un’ipotesi diversa dall’uso improprio delle risorse avanzato adesso dalla Corte dei Conti.

A seguito di quella relazione della ragioneria generale alcuni agenti avrebbero già restituito somme considerate eccedenti, per un importo di circa 214 mila euro, ma secondo la Procura della Corte dei Conti questo non sarebbe sufficiente a escludere la possibile configurazione di un danno erariale complessivo ben più ampio.

Le possibili linee difensive

Secondo l’amministrazione, però, le attività svolte dagli agenti sarebbero comunque rientrate nelle finalità di sicurezza urbana previste dai progetti finanziati dal Ministero dell’Interno. Le modalità operative adottate sono state, inoltre, condivise all’interno di un percorso amministrativo che coinvolgeva diversi livelli istituzionali e tecnici. Insomma un percorso “blindato” e “condiviso” secondo le impostazioni dell’amministrazione comunale che potrebbero costituire uno degli elementi centrali delle controdeduzioni