Una giovane palermitana decide di andare dal dentista. Ma mai avrebbe potuto immaginare di essere molestata sessualmente.
Già al primo appuntamento, aveva notato un atteggiamento anomalo del professionista, confermato da quanto accaduto in seguito.

Il dentista, mentre la curava e lei era seduta sulla poltrona, ne avrebbe approfittato per strusciare i suoi genitali contro la sua mano. Con la cerniera dei pantaloni aperta.

Come riporta il Giornale di Sicilia, l’odontoiatra, 61enne, è stato condannato a tre anni e mezzo per violenza sessuale.
La sentenza è stata emessa, al termine del rito abbreviato, dal gup Filippo Serio, che ha accolto le richieste del procuratore aggiunto Salvatore De Luca e del sostituto Alessia Sinatra, che avevano coordinato le indagini.

La presunta vittima, che oggi ha 30 anni, si è costituita parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocato Vincenzo Dina. L’ imputato ha sempre respinto le accuse e il suo difensore preannuncia il ricorso in appello.

I fatti si sarebbero svolti nel maggio 2012, quando la ragazza per curarsi avrebbe preso una serie di appuntamenti con cadenza settimanale dal dentista. La giovane è poi arrivata alla denuncia tramite un percorso complesso e tortuoso. Aveva infatti raccontato tutto ai familiari ed al fidanzato, che le avrebbero però consigliato di lasciar perdere, di non denunciare, perché nessuno avrebbe creduto ad una disoccupata.

Sin dalla prima seduta si sarebbe però accorta di qualcosa di strano. Una sensazione che avrebbe trovato conferma la settimana successiva, quando avrebbe sentito il dentista strusciare i suoi genitali contro la sua mano. La presunta vittima avrebbe chiamato il 113, e la polizia l’ avrebbe invitata a sporgere denuncia, cosa che inizialmente lei non avrebbe fatto, confidandosi invece con i familiari che l’avevano tuttavia osteggiata nel suo proposito.

Si era dunque recata, stavolta con il fidanzato, per un terzo appuntamento dal dentista con l’intento di tendergli una trappola: le sgradevoli attenzioni sessuali si sarebbero ripetute: la giovane avrebbe gridato richiamando l’attenzione dei presenti e del fidanzato e sarebbe scaturita un’aggressione di quest’ultimo e dei pazienti presenti nello studio contro il professionista, tanto che era intervenuta la polizia.

La donna aveva a quel punto deciso di denunciare i presunti abusi, mentre il dentista aveva a sua volta denunciato lei per lesioni (un fascicolo per il quale è stata chiesta l’ archiviazione dalla Procura).

La ragazza nell’iter giudiziario è stata sostenuta da un’associazione della rete antiviolenza.

Il dentista ha scelto il rito abbreviato, ma inizialmente il gup Giovanni Francolini, dopo la richiesta di condanna del pm, aveva deciso di restituire gli atti per una diversa qualificazione del reato: non una violenza sessuale compiuta con l’ abuso dell’ autorità da parte del dentista sulla paziente, ma una violenza sessuale compiuta con un atto repentino ed insidioso, che non avrebbe consentito alla vittima di sottrarsi. Il sostituto procuratore Alessia Sinatra aveva riformulato l’imputazione e ieri, davanti a un altro gup, è arrivata la condanna per Saccone.