Non si arresta l’onda lunga della protesta sul caro biglietti aerei da e per la Sicilia. Tra petizioni online, proteste sul web, annunci dal governo regionale e nazionale, la situazione non cambia: i biglietti aerei sono ancora troppo cari. Anche il Comitato dei pendolari entra nel merito della protesta affermando che “volare per i Siciliani è diventato un vero incubo per il salasso degli eccessivi costi dei biglietti aerei” ma non solo, il comitato entra anche nel merito della difficile situazione in cui versa la viabilità dell’Isola.

“Di sicuro – scrive il comitato in una nota – non sarà l’eventuale costruzione del ponte sullo Stretto a riavvicinare ed unire la Sicilia al continente Italia e all’Europa ma l’attuazione immediata di un’attenta programmazione infrastrutturale per ridurre quel gap in cui è stata volutamente relegata in questi ultimi 50 anni”. Non resterebbe che volare per i siciliani che devono fare i conti con collegamenti stradali insufficienti e ferrovie disagiate e lente.

Il comitato ricorda anche quanto stabilito dallo Statuto Speciale regionale che dà mandato all’Ars di “soddisfare alle  condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione” emanando leggi su “comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere” ma non solo. Secondo lo Statuto, ricorda il comitato, la Regione “ha diritto di partecipare con un suo rappresentante, nominato dal Governo regionale, alla formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed alla istituzione e regolamentazione dei servizi nazionali di comunicazione e trasporti, terrestri, marittimi ed aerei, che possano comunque interessare la Regione”.

Il comitato propone un interrogativo. “Se il costo dei biglietti aerei per raggiungere da Palermo o da Catania la città di Roma fosse stato a totale carico dei nostri rappresentanti politici, probabilmente si sarebbero resi conto del costo eccessivo dei voli aerei da e per la Sicilia? “Tanto paga Pantalone” e quindi il problema non interessa loro”. E poi una critica il piano del sottosegretario Cancelleri considerato dal comitato “assurdo e discriminante per il popolo siciliano, il quale con certificazione Isee alla mano dovrebbe acquistare un biglietto aereo”.

Anche Riccardo Savona, presidente della commissione bilancio e programmazione interviene sul caro voli. “Il vaso è colmo – dice – ,è inaccettabile che i siciliani in attesa che si completino i passaggi sull’insularità e la continuità territoriale con le agevolazioni sui voli nazionali, gli stessi isolani devono subire ancora oggi un salasso spropositato, quasi 500 euro per un volo da Roma o Milano per la Sicilia nel periodo natalizio”. Intanto i parlamentari siciliani di Forza Italia hanno presentato un emendamento alla finanziaria nazionale con l’istituzione di un fondo di 100 milioni di euro che la Regione Sicilia potrà utilizzare per la copertura degli oneri dei servizi aeroportuali.