Una pandemia da coronavirus che avrebbe colto di sorpresa interi sistemi sanitari dopo un grosso processo di sottovalutazione del rischio. No, non è una semplice descrizione di quello che sta avvenendo, Quello che sta avvenendo in queste ore e ciò la dichiarazione dello stato di pandemia da Covid-19 era stato previsto nello scenario di un rapporto che il Center for Strategic and International Studies aveva compilato a ottobre e che aveva presentato direttamente al Congresso degli Stati Uniti e non fu preso sul serio.

 

Il rapporto in questione era molto dettagliato e realistico dal momento che si è considerato il coronavirus come ceppo che avrebbe innescato la pandemia. Una scelta che, oltre ad essere perfettamente veritiera, nasce dal fatto che il team di esperti che aveva previsto la possibilità di una nuova epidemia proprio in virtù del fatto che le ultime due (Mers e Sars) avevano la stessa famiglia di origine.

 

Lo scenario non era esattamente identico a quello che poi è avvenuto, ma alcuni dati danno da riflettere. L’allarme era stato lanciato proprio su un coronavirus: e così avvenuto. Si prevedeva come questo virus sarebbe stato altamente trasmissibile e con un tasso di mortalità superiore al 3%. E si spiegava la possibilità di un’enorme espansione del virus soprattutto grazie alla globalizzazione e ai grandi mezzi di trasporto. In base allo scenario previsto dal Csis non era la Cina la terra d’origine dell’epidemia, ma la Germania. Il tutto partendo dall’idea che il virus fosse stato rilasciato accidentalmente da un laboratorio di ricerca.

 

Gli analisti avevano previsto e confermato che c’era il rischio di risposte tardive e soprattutto incapaci di limitare il rischio di contagio. Lo scenario prevedeva il blocco dei voli aerei ma avvertiva che a quel punto per gli Stati sarebbe già stato troppo tardi perché “come nel mondo reale Covid-19, che stiamo combattendo ora, la nostra ipotetica malattia era trasmissibile prima che i portatori mostrassero sintomi gravi, quindi le autorità – come ora – si sono ritrovate a recuperare”. Con il rischio soprattutto del blocco delle merci come effetto disastroso nei confronti dell’economia già messa a dura prova dal virus e dalle misure messe in campo dai governi per fermare il contagio. Il rapporto del Csis metteva in guardia dal fatto cheil mondo si sarebbe reso conto della pandemia tre mesi dopo circa la sua esplosione: una fotografia della realtà che lascia poco all’immaginazione. L’importanza di questo rapporto non è nell’idea complottistica ma è data dal fatto che megalopoli e globalizzazione conducono a un aumento di potenziali pandemie, come già avvenuto con Mers, Sars e Ebola.

 

L’Italia e tutti i Paesi europei sono in affanno. Le misure poste dall’Italia e che forse verranno seguite dagli altri Stati del Vecchio continente servono non a fermare il virus, ma evitare il più possibile un picco repentino che faccia collassare il sistema sanitario. E in sempre piu Paesi del mondo vengono applicate misure restrittive che fanno comprendere come il Covid-19 sia un problema. Ma il vero errore, è stato sottovalutare gli esperti che hanno sfruttato le conoscenza scientifiche e tecniche per avvisare tutti di ciò che stava per accadere e poi è accaduto.