PALERMO (ITALPRESS) – “Il bilancio dell’anno appena trascorso è globalmente positivo. Abbiamo lavorato anche nel 2025 con intensità. I risultati sarebbero stati ancora più premianti se non fosse sopravvenuta questa massa di ricorsi che ho evidenziato nella relazione su questa specifica tematica della carta docente, che poi sono ricorsi per ottemperanza. Quindi in realtà l’impegno non è neanche di risoluzione della controversia vera, ma soltanto di mettere in condizione tutti coloro che hanno avuto la sentenza del giudice ordinario di poter incassare il beneficio come è previsto e come, invece, purtroppo, il Ministero dell’Istruzione in questo momento non assicura”. Così ai microfoni dell’Italpress Salvatore Veneziano, presidente del TAR per la Sicilia, a margine della cerimonia di apertura del nuovo anno giudiziario.
“I dati esposti in relazione ci rappresentano un aumento nelle pendenze di circa 750 ricorsi, dei quali circa 600, almeno 600, sono riferiti a questa tematica molto particolare, senza i quali noi avremmo proseguito quell’attività di miglioramento dei risultati di abbattimento delle pendenze che abbiamo intrapreso e portato avanti negli anni precedenti – aggiunge Veneziano -. Siamo sostanzialmente alla fine usciti in pari, andati in pari, però è un po’ un peccato che si tratti di un esito dovuto a inadempienza delle pubbliche amministrazioni, non a un contenzioso realmente nuovo che poteva essere sintomatico di una ritrovata vivacità amministrativa e sociale che, invece, non c’è stata o almeno non c’è stata in modo rilevante”.
In ottica del nuovo anno idee chiare: “Il nodo da sciogliere al di là del fatto che questa tematica continuerà ad impegnarci e che già abbiamo 140 ricorsi nei primi due mesi quindi il trend è quello. Al di là di questo discorso che va comunque circoscritto, l’impegno è di proseguire l’attività del Tribunale con la tranquillità e la dedizione che abbiamo cercato sempre di mettere – sottolinea Veneziano -. Tra l’altro abbiamo tematiche importanti, ed ieri la notizia è che la Regione avrebbe revocato la concessione alla società di Italo-belga su Mondello e tutti i palermitani sanno quanto questo sia un tema delicato e impiantante di rilievo, ma come questo tante altre tematiche anche di ordine più generale. Cercheremo di mantenere se non addirittura migliorare i dati numerici, i dati sui tempi di trattazione e tutti i ricorsi in materia di appalti che sono quelli sensibili per l’economia. Dobbiamo fronteggiare purtroppo una persistente carenza nella copertura dell’organico che si è accentuata per via di un trasferimento di una collega avvenuta nel corso del 2025 e quindi ci troviamo a lavorare sempre con forze minori, questo certo ci crea qualche difficoltà che sino adesso siamo riusciti a gestire. Però allungare chiaramente impatta sempre di più se c’è un contenzioso in aumento e anche impatta su una intensità di sforzo prolungato, ma non può essere permanente e definitivo di tutti i colleghi per far fronte alle esigenze”.
SCHIFANI “DA GIUDICI AMMINISTRATIVI GRANDE AUTOREVOLEZZA E SAGGEZZA”
“Io ho vissuto in questo ambiente per più di 30 anni, per cui mi sento a casa. La magistratura amministrativa è stata la mia casa, nel pieno rispetto di quella civile, non ho mai fatto penale, mi sembra doveroso essere presente per rappresentare il popolo siciliano e riconoscere il merito a questa magistratura che ha grande autorevolezza, grande saggezza, grande equilibrio”. Così Renato Schifani, presidente della Regione Siciliana, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del TAR Sicilia.
– Foto xd6/Italpress –
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