PALERMO (ITALPRESS) – “Frange di cosa nostra stanno alzando una sfida nei confronti della città, delle istituzioni e delle imprese. È una sfida che raccogliamo, per ricacciare indietro chi ha scelto di far ripiombare nella paura imprenditori, commercianti e cittadini. Non possiamo lasciare solo chi subisce intimidazioni, occorre creare un senso comune di una città che reagisce e sta dalla parte di chi viene colpito. Qui a Sferracavallo ci sono imprenditori che recentemente hanno subito oltre alle minacce ingenti danni, la Sicilia non può essere indifferente”. Lo ha sottolineato il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, spiegando il senso della seduta di oggi all’interno dell’istituto comprensivo della borgata marinara di Sferracavallo, nel capoluogo siciliano, con il presidente della Regione, il prefetto di Palermo, il presidente del tribunale di Palermo, componenti della commissione nazionale Antimafia, i sindaci del capoluogo e di Capaci, Carini, Isola delle Femmine, Torretta, insieme al parroco della chiesa San Cosma e Damiano di Sferracavallo, ai consiglieri del Comune di Palermo e della VII circoscrizione, alle organizzazioni di categoria delle imprese, e alle associazioni antimafia e antiracket operanti sul territorio. Una seduta organizzata dopo l’escalation di intimidazioni, in merito alle quali il presidente Cracolici ha aggiunto: “Qui è in atto qualcosa di più profondo della violenza urbana, c’è una strategia criminale mafiosa. Guai a sottovalutare quello che sta avvenendo. A mia memoria, comunque, i cittadini hanno reagito subito, con cortei e manifestazioni molto partecipate, mettendoci la faccia”. Parlando poi con i giornalisti il presidente si è soffermato sulle 60 telecamere annunciate per Palermo dal ministro dell’Interno: “Di fronte alla complessità di quello che sta accadendo mi sembra un pò come la battuta su Maria Antonietta che al popolo che aveva fame rispondeva ‘date loro le brioche’”.
“La Regione è pronta a rimpinguare il fondo per gli indennizzi a coloro che hanno subito danni al patrimonio immobiliare e ai mezzi di trasporto a causa di attentati mafiosi, previsto dalla legge regionale 20 del 1999”. Lo ha annunciato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando alla seduta odierna. “Confermiamo come Regione il rifinanziamento di una norma – ha affermato Schifani – che prevede indennizzi una tantum per chi ha subito danneggiamenti. Le somme non sono state utilizzate negli ultimi anni per la mancanza di domande presentate ad opera dei potenziali fruitori. Ma la cittadinanza deve sapere che lo Stato c’è, che la Regione c’è. Inoltre l’Irfis gestisce un fondo da 200 mila euro, con domande a sportello, per le imprese vittime di usura o estorsione. In sinergia con le forze dell’ordine dobbiamo vigilare perché stiamo vivendo un periodo difficile, dove agisce una delinquenza strisciante, pericolosa e arrogante. Occorre alzare la guardia. È nostro dovere stare accanto a imprenditori onesti e determinati, come l’amico Tommaso Dragotto, che non si piegheranno mai”. Il governatore ha ribadito il concetto espresso anche nei giorni scorsi: “La mafia va combattuta senza mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione. Le istituzioni e la politica non si possono dividere quando si combatte la criminalità organizzata”.
– foto ufficio stampa Cracolici –
(ITALPRESS).






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