PALERMO (ITALPRESS) – Un bilancio sull’esperienza Covid, di come è stata affrontata nei momenti più difficili, con uno sguardo al futuro, forti anche di quell’esperienza. Il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, vicino alla scadenza del suo mandato, in un’intervista all’agenzia di stampa Italpress ripercorre i giorni più bui della pandemia che nell’Isola, dice, hanno gettato le basi per una sanità migliore.
“Un solo volo per Milano, un solo volo per Roma, un solo treno dalla Capitale, niente navi. Per due mesi abbiamo ridotto del 95% l’accessibilità nell’isola. Non mi pento di averlo fatto perchè alla fine i risultati ci hanno dato ragione”, ricorda Musumeci.
L’esperienza della pandemia è stata una di quelle che ha più segnato la sua esperienza di governo.
“Di fronte alla natura bisogna arrendersi e questa esperienza lo ha dimostrato – sottolinea -. La forza della natura è sempre maggiore ed è una insidia costante, dietro l’angolo. E allora occorre attrezzarsi, prepararsi. Nessun presidente di Regione aveva mai avuto a che fare con la pandemia. Mai. Eravamo tutti impreparati e quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto creando comunità, creando rete con un’unica strategia assieme al sistema sanitario, ai medici, al personale parasanitario che non mi stancherò mai di ringraziare, ai volontari, alle forze dell’ordine. E’ stato un unico coro, un’unica voce, una mobilitazione corale”.
“Noi ora stiamo lavorando per creare nuovi reparti di malattie infettive, abbiamo creato nuovi posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva. Stiamo riqualificando tutti i Pronto Soccorso dell’isola – afferma Musumeci -. Nel frattempo lavoriamo per tre nuovi ospedali: il Civico di Palermo, oltre all’Ismett 2, l’ospedale di Siracusa e abbiamo aperto, perchè era chiuso e abbandonato, l’ospedale San Marco di Catania”.
Secondo il governatore “tutto questo non può non farci guardare al futuro con legittimo orgoglio. Se troviamo un nuovo personale medico specializzato, fra quattro, cinque, sei anni, eliminando il numero chiuso di Medicina e potenziando le borse di studio e i dottorati, io sono convinto che la Sicilia potrà essere fra le prime regioni in Italia, anche per abbattere la mobilità passiva, visto che nei cinque anni passati abbiamo risparmiato quasi 50 milioni di euro di mobilità passiva, cioè di siciliani che andavano verso il nord nel viaggio della speranza”.
“C’è qualità nel nostro sistema sanitario, per carità ci sono anche ombre e guai a non doverlo dire, ma non possiamo non dobbiamo farci del male. Lavorando su questa strada – conclude Musumeci – entro qualche anno la Sicilia potrà guardare alle regioni del Nord senza dover temere il confronto”.

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