PALERMO (ITALPRESS) – Contro il caro voli “serve una mobilitazione sociale e politica. Solo facendo squadra si può combattere questo vero e proprio scandalo. Io sono una persona moderata e pacata, ho sempre rispettato e rispetto le istituzioni, ma credo sia giunto il momento di alzare la voce, con un’indignazione trasversale contro questo scandalo”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ai microfoni di Diario del Giorno, su Rete4.
“Quando abbiamo denunciato il cartello tra Ita e Ryanair l’Antitrust ha archiviato sostenendo che non vi fosse la prova scritta – ha spiegato Schifani -. Rispettiamo questa decisione dell’Antitrust ma non la condividiamo. Plaudiamo al nuovo decreto che dà più poteri all’Autorità per intervenire. Ci siamo anche rivolti alla Commissione Europea, che ha aperto un dossier sulla vicenda. Crediamo che si stia facendo il massimo. La nostra battaglia continuiamo a farla per porre fine a questo scandalo”.
“Ci stiamo battendo perchè i voli da e per la Sicilia si possano pagare il meno possibile. La Regione ha previsto uno sconto del 25% per tutti i siciliani che intendono raggiungere la loro terra o partire dalla Sicilia, un altro 25%, fino al 50%, per i giovani studenti e per le famiglie che hanno un Isee moderato”, ha sottolineato Schifani.
“Ci sono fenomeni speculativi che non sono stati chiariti dall’Antitrust che ha respinto il nostro ricorso – ha aggiunto -. Confidiamo nei nuovi poteri che il decreto Urso ha dato all’Antitrust per intervenire sull’algoritmo. Noi confidiamo che il Palermo-Roma possa costare non più di 200-250 euro, ci sono dei prezzi fuori controllo da parte di alcuni speculatori. La nostra politica regionale sta facendo il massimo perchè il danno sia contenuto”.
Nel corso della trasmissione, Schifani ha anche affrontato il tema delle gabbie salariali. “Non posso che essere contrario. L’Italia è una. Il lavoro è un patrimonio di tutti – ha detto -, l’articolo 3 della Costituzione prevede l’uguaglianza dei cittadini. Non è concepibile ipotizzare una retribuzione maggiore rispetto all’altra se resa in altre parti del Paese. Sarebbe un’offesa alla nostra democrazia che si fonda sul lavoro”.
“La nostra democrazia si fonda sul lavoro – ha ricordato Schifani -. Il lavoro va rispettato e va rispettata la dignità delle persone. Siamo fortemente contrari a questo ballon d’essai che ogni tanto ritorna nel dibattito politico. Non è configurabile un tema del genere, anche in considerazione del dibattito sull’autonomia differenziata. Anche su quel fronte bisogna disboscare i pericoli di creare un’Italia a due velocità – ha proseguito il governatore siciliano -. Noi come esponenti del Mezzogiorno siamo molto attenti a questo tema. Io non mi sono chiuso, ma ho chiesto garanzie affinchè venga garantito a tutti i cittadini identico trattamento sui diritti civili, sanitari e sociali. Non possiamo creare disparità. Il dibattito è aperto e introdurre il tema delle gabbie salariali è fuorviante e direi anche pericoloso, nel momento in cui si affronta una riforma che presenta aspetti delicati e che vanno approfonditi”.

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