Quattro misure cautelari sono state eseguite dalla Polizia ad Avola nell’ambito di un’indagine su un presunto sistema di trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, culminata con l’applicazione degli arresti domiciliari e dell’obbligo di dimora nei confronti di altrettanti indagati. I provvedimenti sono stati notificati dagli agenti del Commissariato di Avola su disposizione dell’autorità giudiziaria.
Indagine partita da una segnalazione
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica competente, ha preso avvio nel novembre 2025 dopo una segnalazione inoltrata da alcuni cittadini attraverso l’applicazione YouPol. Gli accertamenti investigativi hanno consentito di ricostruire un presunto circuito illecito legato al conferimento e allo smaltimento di rifiuti, anche di natura pericolosa, nell’area di contrada Bochini, nel territorio avolese.
Terreno trasformato in discarica
Nel corso dei sopralluoghi effettuati in una zona rurale particolarmente isolata, gli investigatori hanno individuato un’area privata di circa 2.000 metri quadrati utilizzata, secondo l’ipotesi accusatoria, come sito di accumulo incontrollato di rifiuti. Sul terreno erano presenti ingenti quantitativi di materiali accatastati e tracce riconducibili a recenti attività di combustione.
Scarichi abusivi e rifiuti interrati
Le indagini avrebbero documentato numerosi conferimenti effettuati con autocarri nella disponibilità degli indagati. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività sarebbe stata svolta in modo sistematico e continuativo, fino alla realizzazione di una vera e propria discarica abusiva. In almeno un episodio, inoltre, i rifiuti sarebbero stati interrati mediante l’impiego di un escavatore e di una macchina operatrice tipo bobcat.
Sequestrati area e mezzi utilizzati
Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di accertare episodi di combustione dei rifiuti, presumibilmente finalizzati a ridurne il volume e a eliminarli illegalmente. Condotte che, secondo gli inquirenti, avrebbero provocato un significativo impatto ambientale e la diffusione incontrollata di sostanze potenzialmente nocive. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, la Polizia ha proceduto al sequestro probatorio dell’area interessata e al sequestro preventivo dei mezzi ritenuti utilizzati per gli scarichi abusivi, tra cui due escavatori, con l’obiettivo di impedire la prosecuzione delle attività contestate.






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