È di 46 euro, a fronte di una spesa inizialmente stimata in poco più della metà, il bilancio economico dell’ennesima disavventura legata ai costi nascosti del trasporto aereo low-cost, che ha visto protagonista una coppia di passeggeri di Siracusa in partenza dall’aeroporto di Catania e diretti a Madrid, accompagnati da una minore di 12 anni. La vicenda, che riaccende i riflettori sulle politiche tariffarie e sulla trasparenza dei sistemi di prenotazione online dei vettori aerei, si è consumata nel corso delle procedure di acquisto dei titoli di viaggio per la tratta internazionale operata dalla compagnia irlandese Ryanair.
Il posto per la minorenne
Secondo quanto ricostruito, l’inghippo è sorto al momento della selezione dei posti a sedere a bordo del velivolo. Inizialmente, la piattaforma informatica della compagnia aerea aveva prospettato ai viaggiatori una tariffa standard pari a 8 euro a passeggero per il volo di andata dallo scalo etneo verso la capitale spagnola, e di 13 euro a persona per il successivo volo di ritorno. Una quantificazione chiara, che si legata alla necessità di garantire la contiguità dei posti per il nucleo familiare, data la presenza della dodicenne.
La norme
Tuttavia, le normative interne del vettore stabiliscono che l’obbligo di coabitazione gratuita del minore accanto al genitore decade al compimento dell’undicesimo anno d’età, facendo transitare la passeggera nella categoria degli “adolescenti”, equiparati di fatto agli adulti per l’assegnazione dei sedili. Nel corso della transazione, l’algoritmo della compagnia ha così ricalcolato le tariffe in base alla disponibilità residua dei posti standard sull’aeromobile, mostrando nella schermata di riepilogo parziale un costo complessivo pari a 26,50 euro per l’assegnazione delle poltrone di entrambe le tratte.
L’amara sorpresa
La sorpresa, definita dai passeggeri come una vera e propria maggiorazione ingiustificata, si è materializzata soltanto nella fase finale del pagamento telematico. Una volta inseriti i dati della carta di credito e autorizzata la transazione, l’estratto conto ha evidenziato un addebito definitivo di 46 euro, ovvero quasi venti euro in più rispetto al prezzo visualizzato sino a pochi istanti prima del clic definitivo.
La mancanza di trasparenza
I viaggiatori hanno denunciato la totale assenza di chiarezza nell’interfaccia digitale, che ha di fatto occultato l’inserimento di servizi extra nel carrello virtuale. Si tratta, come spesso segnalano le associazioni dei consumatori, di una tecnica commerciale aggressiva, basata su opzioni di “opt-out” pre-selezionate – come polizze assicurative o supplementi bagaglio – che si sommano al totale generale senza un esplicito e consapevole consenso del cliente, se non rilevabile tramite la consultazione di menu a tendina secondari. Un fenomeno che continua a generare forti contestazioni da parte delle associazioni dei consumatori, le quali sollecitano da tempo interventi normativi più severi per garantire la trasparenza dei prezzi nel mercato del trasporto aereo.






Commenta con Facebook