L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone ha compiuto oggi una ricognizione sui cantieri in capo al Consorzio per le autostrade siciliane in provincia di Siracusa. Prima tappa del triplo sopralluogo è stato lo svincolo “Mare monti” per Canicattini Bagni, opera rimasta incompiuta per quattro anni dal valore di circa 11 milioni di euro, che il Cas ha sbloccato lo scorso autunno. L’infrastruttura è in fase di completamento ed entrerà in esercizio il prossimo 4 maggio.

Seconda tappa è stato il cantiere della bretella Noto-Pachino, dal valore di 15 milioni, anch’esso riattivato su impulso del Governo Musumeci.

“Un anno fa abbiamo trovato i lavori nello stallo, adesso l’opera è stata strappata dalle grinfie dell’oblio – spiega Falcone – e prevediamo di attivare il primo tratto, direzione Noto mare, entro il 15 giugno. Prima di Natale, poi, l’intera bretella sarà completata dando un prezioso sfogo alla viabilità di una zona di alto interesse turistico”.

La giornata si è conclusa con un sopralluogo del delegato alle Infrastrutture del presidente Nello Musumeci al cantiere della Siracusa-Gela, nel primo lotto Rosolini-Ispica rallentato dalla crisi di Condotte spa. Falcone ha preso atto della ripartenza a pieno ritmo dei lavori ed esortato l’impresa Cosedil a fare il possibile affinché si rispettino i tempi. Il primo lotto dovrà essere completato entro i prossimi 16 mesi per tentare di recuperare i 48 milioni del cofinanziamento dell’Unione Europea che, sino all’anno scorso, erano stati revocati a causa dei ritardi.

“Anche a tal proposito – ha precisato l’assessore Falcone, incontrando tecnici e maestranze – domani saremo a Bruxelles per incontrare la commissaria europea Corina Cretu e concordare un percorso per mantenere il cofinanziamento a disposizione della Siracusa-Gela”.

Falcone ha già avuto un incontro a Roma con il ministro Barbara Lezzi e il direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale Antonio Caponnetto sulla richiesta di derogare al termine del 31 marzo 2019 quale data di completamento dei lavori e recuperare in extremis i fondi.