Ancora un episodio di violenza all’interno del penitenziario di Augusta, dove un agente della Polizia penitenziaria è finito in ospedale con una prognosi di 30 giorni per una frattura scomposta al braccio. L’aggressione è avvenuta durante le operazioni di rientro in cella dei detenuti.

Cosa è accaduto

Secondo la ricostruzione, un ristretto si è rifiutato di rientrare nella propria cella e, all’intervento del personale, ha aggredito l’agente nel tentativo di opporsi. Non si tratterebbe di un caso isolato: lo stesso detenuto, appena due settimane fa, si era già reso protagonista di un’altra aggressione ai danni di un poliziotto.

A denunciare quanto accaduto è la Fns Cisl, che torna a lanciare l’allarme sulle condizioni di lavoro all’interno dell’istituto. “Siamo ormai allo stremo e si continua a non ascoltare il nostro grido di allarme – afferma il coordinatore Fabio D’Amico –. Le aggressioni al personale sono continue e alcuni soggetti, ritenuti pericolosi, restano in questa struttura nonostante tutto”.

Il nodo, secondo il sindacato, resta quello dell’organico insufficiente. “Il personale è sottodimensionato – prosegue D’Amico – e le continue aggressioni, con le conseguenti prognosi e convalescenze, sottraggono ulteriori unità a un contingente già ridotto, senza che vengano previste sostituzioni”.

Alta tensione nel carcere

Dalla segreteria territoriale della Fns Cisl arriva quindi un nuovo appello affinché la Polizia penitenziaria non venga lasciata sola a gestire una quotidianità sempre più complessa. “Non si possono più tollerare condizioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine – sottolineano – né i ricatti di alcuni detenuti violenti che sembrano ignorare la natura stessa del carcere”.

A rafforzare il quadro di allarme è anche l’intervento del segretario generale della Ust Cisl Ragusa Siracusa, Giovanni Migliore. “Le notizie che giungono dal penitenziario di Augusta sono gravi e preoccupanti – dichiara –. Questa aggressione si aggiunge a una lista troppo lunga che deve trovare un argine”.

Carcere esplode di detenuti: 600 detenuti

Migliore richiama l’attenzione delle istituzioni, rivolgendosi al prefetto: “Il coefficiente tra personale e detenuti è inferiore alla media regionale e nazionale. Attualmente – secondo quanto riferito dalla Cisl – sono presenti circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 339 posti. Una situazione esplosiva che si è ormai trasformata in autentica emergenza”.

Aggressioni nel carcere di Siracusa

Un clima di crescente tensione che trova riscontro anche in quanto accaduto nelle ultime ore nel carcere di Siracusa. Qui un detenuto, che avrebbe dovuto essere scarcerato dopo aver scontato la pena, è stato nuovamente arrestato proprio il giorno previsto per il rilascio. L’uomo ha reagito con violenza al rifiuto degli agenti di accompagnarlo all’ufficio matricola insieme agli altri compagni di cella, arrivando prima a minacciare e poi a schiaffeggiare un poliziotto. Informata la Procura, il pubblico ministero ha disposto l’arresto immediato.

Nello stesso istituto, inoltre, un ispettore è stato colpito con una testata da un altro detenuto, riportando contusioni. Sui due episodi sono in corso accertamenti, mentre dal sindacato Ossap è arrivata solidarietà al personale coinvolto.

Due vicende distinte ma accomunate da un filo rosso sempre più evidente: la pressione crescente sugli istituti penitenziari del territorio e sulle donne e gli uomini della Polizia penitenziaria, chiamati ogni giorno a operare in condizioni sempre più difficili e, sempre più spesso, pericolose.