Un drone, quasi un chilo di hashish, telefoni cellulari e router Wi-Fi. È quanto la Polizia Penitenziaria ha intercettato e sequestrato nella notte alla Casa Circondariale di Siracusa, in contrada Cavadonna, dove un velivolo a pilotaggio remoto avrebbe tentato di far arrivare materiale illecito alla popolazione detenuta.

Intervento nella notte

L’operazione è scattata nelle ore notturne, dopo l’intercettazione del drone. Agli agenti è seguita una perquisizione accurata dei locali interessati, che ha portato al ritrovamento del carico. Secondo quanto reso noto dal sindacato Osapp, il materiale era destinato con ogni probabilità ai detenuti. Al momento non risultano arresti.

Le indagini

Restano da chiarire alcuni passaggi: chi abbia pilotato il velivolo e chi, all’interno dell’istituto, dovesse ricevere il pacco. Le indagini sono in corso per individuare i complici esterni e i destinatari. Non sono stati resi noti l’autorità giudiziaria titolare del fascicolo né il punto esatto in cui il carico è stato recuperato.

La voce dell’Osapp

Il segretario provinciale dell’Osapp, Giuseppe Argentino, ha espresso soddisfazione per l’operato del personale. “La criminalità cerchi costantemente nuove strade tecnologiche per violare i perimetri carcerari”, ha dichiarato, sottolineando che la risposta degli agenti resta ferma “nonostante le note criticità operative”. Per il dirigente sindacale Gianluca Sommariva, quella dei droni è “una minaccia quotidiana per la sicurezza degli istituti”.

Carcere sotto pressione

Il tentativo di introduzione arriva in un momento delicato per la struttura siracusana. Nelle scorse settimane il carcere è stato al centro di rivolte e aggressioni, episodi che hanno spinto il Dap a cambiare i vertici dell’istituto. Il sequestro di questa notte si inserisce dunque in un quadro già segnato da forti tensioni, tra carenze di organico e difficoltà nella gestione della sicurezza interna.

Il fenomeno

L’uso di droni per far arrivare droga e telefoni oltre le mura è una tecnica sempre più diffusa nel sistema penitenziario, e i sindacati di categoria ne denunciano da tempo i rischi. I dispositivi di comunicazione, in particolare, consentono ai detenuti di mantenere contatti non controllati con l’esterno.