Il caso della Casa circondariale di Siracusa Cavadonna approda in Parlamento. Il deputato di Azione Fabrizio Benzoni ha presentato due interrogazioni parlamentari al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulle criticità che negli ultimi mesi hanno investito l’istituto, teatro tra fine agosto e inizio settembre di disordini che hanno coinvolto agenti e reparti, in una struttura già segnata da problemi igienico-sanitari e strutturali cronici. Secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aggiornati al 31 luglio, a Cavadonna erano presenti 718 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 545 posti.

Benzoni: “Servono interventi immediati”

“Cavadonna ha bisogno di interventi immediati: servono personale, sicurezza, condizioni igienico-sanitarie dignitose e risposte chiare sulla gestione dell’istituto”, dichiara Benzoni, che chiede al Governo di riferire con chiarezza sulla vicenda. Nel mirino dell’interrogazione anche i provvedimenti già annunciati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria: l’insediamento di un nuovo comandante e il trasferimento di alcuni ispettori ai vertici dell’istituto, decisioni sulle quali il parlamentare chiede di sapere se siano collegate a responsabilità nella gestione dell’emergenza.

Trasparenza sui rinforzi annunciati

Il secondo fronte dell’interrogazione riguarda il potenziamento dell’organico comunicato nei giorni scorsi dal DAP, che ha parlato di un piano complessivo di 201 unità per la Sicilia, con priorità dichiarata per Siracusa. Benzoni chiede però numeri certi: quante unità saranno destinate a Cavadonna, con quali tempistiche, e se si tratterà di agenti già formati o di personale in uscita dai corsi di formazione, come riportato dai mezzi di stampa.

Italia: “Non basta incrementare personale”

Sulla stessa linea interviene Francesco Italia, sindaco di Siracusa e commissario regionale di Azione, che definisce l’annunciato rafforzamento dell’organico “una buona notizia, da noi più volte sollecitata in questi mesi per mettere un argine allo stato di costante tensione e di malessere che in carcere ha effetti devastanti per la sicurezza delle persone e la funzione stessa dell’istituzione”. Italia avverte però che il solo aumento del personale non può bastare: servono un’attenzione continuativa da parte dei livelli di governo superiori e riforme più ampie, per evitare che le difficoltà diventino strutturali. Il sindaco assicura che, insieme a Prefettura e Garante dei diritti delle persone detenute, continuerà a monitorare la situazione “affinché tutto non si esaurisca in un solo provvedimento sul personale”.

Zingales: “Personale alla prima esperienza”

Il giudizio più severo arriva da Diana Zingales, referente del Dipartimento Giustizia di Azione Sicilia, che parla di criticità già segnalate al Governo e mai realmente affrontate: sovraffollamento, condizioni igienico-sanitarie precarie, problemi strutturali che pesano sia sulla dignità della detenzione sia sulle condizioni di lavoro del personale. Zingales solleva inoltre un punto specifico sul potenziamento annunciato dal DAP a conclusione dei corsi di formazione: “Si tratterebbe quindi di personale appena formato, e anche su questo abbiamo chiesto al Ministero della Giustizia di fornirci delle risposte”. Per la referente di Azione, se da un lato è “certamente positivo rafforzare gli organici”, dall’altro “suscita perplessità che personale alla prima esperienza possa essere sufficiente a fronteggiare situazioni così complesse, che richiedono anche esperienza e adeguata preparazione sul campo”.

Nel frattempo, secondo quanto reso noto dall’OSAPP al termine del vertice con la Direttrice Generale del Personale del DAP Rita Monica Russo, un incontro in presenza a Siracusa per verificare sul campo gli effetti dei provvedimenti annunciati è atteso tra circa un mese.