Tre aggressioni in quattro giorni. Pugni, testate, agenti finiti in ospedale. Il carcere di Augusta è diventato un posto pericoloso non solo per chi ci è rinchiuso, ma soprattutto per chi ci lavora. Sabato 14, lunedì 16 e martedì 17 marzo, tre distinti episodi di violenza hanno visto altrettanti agenti della Polizia Penitenziaria aggrediti da detenuti extracomunitari per motivi definiti dagli stessi sindacalisti «futili». Il caso più grave riguarda l’agente colpito lunedì mattina: venti giorni di prognosi, salvo complicazioni.
La misura, per la Fns Cisl, è colma da tempo. «Siamo allo stremo delle forze — denuncia la segreteria provinciale — purtroppo nessuno ascolta il nostro grido di allarme».
Il sindacato: “Uno stillicidio:
«La situazione è sempre più critica a causa di una popolazione detenuta refrattaria al rispetto delle regole, abituata da anni alla consapevolezza che tutto gli è dovuto» attacca la segreteria territoriale della Fns Cisl. «Uno stillicidio continuo il ripetersi di eventi critici contro il personale». Il sindacato sottolinea che la Polizia Penitenziaria «ha pure dimostrato grande professionalità e senso del dovere» ma non può essere «messa nelle condizioni di vivere situazioni di alta tensione sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine per i ricatti di alcuni ristretti violenti che evidentemente pensano di stare in un albergo e non in un carcere». E l’accusa all’Amministrazione è diretta: «Oggi le difficoltà a gestire i detenuti si sono moltiplicate: non è possibile però accettare che il rischio lavorativo, normalmente assunto da qualsiasi agente penitenziario, sia cresciuto così esponenzialmente».
Seicento detenuti in 339 posti: il carcere che implode
I numeri raccontano una realtà fuori controllo. La Casa di Reclusione di Augusta ospita attualmente circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 339 posti: un tasso di sovraffollamento del 200%, ben al di sopra della media nazionale.
In questo contesto, l’organico è del tutto insufficiente. Il rapporto tra agenti presenti e detenuti è significativamente inferiore alla media regionale e nazionale, con una carenza grave soprattutto nel ruolo dei sottufficiali. Un segnale emblematico: nella giornata di martedì il coordinamento della sorveglianza generale è stato affidato a un assistente capo coordinatore anziché a un ispettore di turno. «La cronica carenza di sottufficiali, ruolo sovrintendenti e ispettori», denuncia il sindacato, sta compromettendo ogni giorno la gestione ordinaria dell’istituto.
La Fns Cisl chiede all’Amministrazione Penitenziaria l’assegnazione urgente di circa 40 unità nel ruolo agenti/assistenti e di 15 sottufficiali tra ispettori e sovrintendenti.
Celle fatiscenti, cancelli rotti, nove sezioni su dodici senza docce
A rendere il quadro ancora più grave sono le condizioni strutturali dell’istituto. Solo 3 sezioni su 12 dispongono di docce in cella: le restanti nove costringono i detenuti a condizioni igieniche precarie che, secondo il sindacato, generano «profondo malcontento» e alimentano l’aggressività verso il personale. Le celle versano in stato di degrado, molte definite «fatiscenti» dallo stesso comunicato sindacale.
A ciò si aggiunge il guasto prolungato ai sistemi di apertura automatica dei cancelli interni, fermi da mesi in attesa di fondi dal Provveditorato regionale della Sicilia: una situazione che «mette a serio rischio la sicurezza dell’istituto e del personale».
Le richieste della Fns Cisl sono nette: allontanamento immediato dei detenuti responsabili delle aggressioni, ristrutturazione delle sezioni prive di servizi igienici adeguati e ripristino immediato degli automatismi dei cancelli.
«L’Amministrazione Penitenziaria — conclude il sindacato — non si ricordi della Casa di Reclusione di Augusta solo quando deve assegnare detenuti problematici».






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