ipotesi di inquinamento

Vasta chiazza marrone nella rada di Augusta, denuncia di Legambiente

Il circolo l’Anatroccolo di Legambiente di Priolo ha denunciato un presunto caso di inquinamento all’interno della rada di Augusta, nel Siracusano.

La denuncia di Legambiente

E’ stata documentata,  con delle foto, una vasta chiazza marrone in prossimità del pontile Nato. “Oggi è giunta una segnalazione di inquinamento del mare , prontamente inviata alla Capitaneria di porto. Chiediamo di verificarne la provenienza e di individuare al più presto possibile le responsabilità” spiegano dal circolo di Legambiente.

Le indagini della Capitaneria di Porto

Spetterà ai militari della Capitaneria di Porto accertare di che natura è quella chiazza, se riconducibile, ad esempio, ad uno scarico fognario o se, invece, sono presenti tracce di idrocarburi o altri inquinanti.

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Augusta senza depuratore

Eppure Augusta resta uno dei Comuni che inquina il mare, scaricando praticamente da sempre i reflui fognari. E’ la città più importante del Siracusano, seconda solo al capoluogo, ma al centro di tanti interessi, per la presenza delle aziende del polo petrolchimico, tra cui Sonatrach, l’ex raffineria Esso, e la Sasol, e della Marina militare, eppure non è mai riuscita a dotarsi di un impianto per la depurazione.

Opera mai realizzata

Oltre 30 anni fa, furono realizzate della vasche per raccogliere i liquami e delle palazzine per ospitare degli uffici ed a lì si fermarono i lavori, come se per costruire una palazzina un ingegnere ritenesse di dover cominciare dal tetto. Di scarichi in mare censiti ce ne sarebbero circa 30 ma a questi devono aggiungersene altri, quelli, diciamo, “abusivi”. E per questi sversamenti in mare, che in un paese occidentale ed industrializzato appaiono anacronistici, i contribuenti sono costretti a pagare un prezzo, sotto forma di sanzioni.

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Il caso Ias

La settimana scorsa, il Tribunale di Siracusa ha posto sotto sequestro il depuratore Ias che raccoglie i reflui dei Comuni di Melilli e Priolo ed i fanghi industriali delle imprese della zona industriale. Secondo gli inquirenti, il trattamento non è ottimale, per cui in mare, nella vastissima rada di Augusta, finirebbero sostanze inquinanti. L’inchiesta della Procura è per disastro ambientale.

 

 

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