Nuova protesta nel carcere di Augusta, dove nella serata di ieri, alcuni detenuti, per fare sentire la propria voce, hanno colpito le sbarre delle proprie celle, ma poche ore fa la tensione è salita alle stelle.  Secondo fonti sindacali del Sinappe, 4o detenuti, di due sezioni diverse, si sono rifiutati di rientrare in cella dopo aver saputo delle nuove direttive contro i rischi di contagio da Coronavirus: la sospensione dei colloqui con i propri parenti fino al 22 marzo.

Si sono vissuti momenti di apprensione e c’è voluta un’opera di mediazione da parte degli agenti della Polizia penitenziaria e della direzione carceraria per far tornare la calma nella struttura. Alla fine,  i detenuti, dopo i colloqui, hanno, per il momento, sospeso la loro protesta ma non si può escludere che ve ne possano essere delle altre, del resto ormai in tutta Italia molte carceri sono delle polveriere.

“Abbiamo contenuto la protesta – spiega il dirigente nazionale del Sinappe, Sebastiano Bongiovanni – coinvolgendo ogni unità a nostra disposizione. Va detto che se si decide di sospendere i colloqui tra i parenti ed i detenuti è quasi normale la protesta. Per i detenuti, incontrarsi con i parenti è un appuntamento irrinunciabile. Ma saranno sacrifici anche per noi, visto che l’organico è carente, per cui saremo costretti a fare i doppi turni”.