Il caso Urso non è ancora un capitolo chiuso nella tormentata politica avolese. Il consigliere comunale, firmatario delle sue dimissioni – a seguito delle polemiche esplosi dopo la sua lite finita a botte con un dipendente del Municipio – e poi inefficaci per un vizio di forma, come certificato dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Coletta, nell’ultima seduta, tiene ancora banco.

“Le segnalazioni alle Autorità competenti”

La vicenda, come riferisce una fonte avolese che preferisce restare anonima, rischia di deflagrare perché ” sono stati presentati atti e documenti a tutte le Autorità competenti”. Oltre la fonte non vuole andare, assicura che “preferisce che le stesse autorità operino senza clamore” ma ormai il caso Urso è uscito dal tubetto del dentifricio e quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale, vecchio di appena una settimana, in cui il consigliere di maggioranza, braccio destro del sindaco Rossana Cannata, rischia di essere il primo episodio di una storia con riverberi giudiziari e amministrativi.

Il documento

Il nodo, manifestato da 7 consiglieri comunale, riguarda proprio le dimissioni  che, secondo gli stessi sono, invece, efficaci e correttamente formalizzate, con tanto di numero di protocollo, come aveva segnalato Nino Campisi, esponente di Noi Moderati, sventolando, davanti ad una telecamera, il documento con la firma di Tullio Urso.

Le sedute del Consiglio e delle commissioni

Ed ora? Con Urso che resta in sella al Consiglio comunale, con tanto di via libera del presidente del Consiglio – che ha preso atto della sua decisione di voler proseguire il mandato elettorale – i suoi colleghi pongono il problema delle sue partecipazione ai lavori dell’aula ed in commissione.

Lunedì scorso, fuori dall’assemblea, lo stesso Campisi aveva sollevato il problema dell’annullamento degli atti licenziati dal Consiglio essendoci il vulnus delle dimissioni anche se, norma alla mano, l’invalidità delle delibere dipende dal fatto se il voto del dimissionario sia stato determinante. Non la pensano come l’esponente di Noi Moderati, Urso ed il presidente del Consiglio ma la questione potrebbe esplodere da un momento all’altro in virtù di questi ricorsi.