Arriva la nota e arriva misurata ma senza fare nomi. Ma arriva, e chi sa leggere la politica tra le righe, capisce benissimo a chi è indirizzata.

Parla il commissario di FdI Siracusa

Il commissario provinciale di Fratelli d’Italia, Salvo Coletta, braccio destro del deputato nazionale Luca Cannata ,rompe il silenzio sulle amministrative di Augusta con un comunicato che ha la forma del principio generale e la sostanza di una sentenza. Il simbolo del partito, si legge, «non è un automatismo». Tradotto: non si eredita, non si pretende, non si dà per scontato. Si guadagna. E qualcuno, evidentemente, non lo ha guadagnato. Quel qualcuno è Giuseppe Di Mare, sindaco uscente di Augusta, al quale gli organismi romani del partito hanno negato il simbolo a cinquanta giorni dal voto.

Il sindaco che non piace alla Meloni

Il comunicato non lo cita mai. Eppure ogni parola è calibrata attorno alla sua vicenda: la «coerenza», la «condivisione della linea», il «rispetto delle regole». Sono le coordinate di un giudizio già emesso altrove a Roma, con Giovanni Donzelli tra i protagonisti e che Coletta si limita a ratificare sul territorio, con il tono di chi gestisce le conseguenze più che di chi ha firmato la condanna.

C’è un passaggio che merita attenzione particolare. FdI si dice «comunità aperta, con spirito costruttivo, a quanti vorranno farne parte». Un invito. Per chi? Sembra impossibile per il sindaco, forse per chi gli sta vicino. La domanda rimane sospesa nel comunicato, volutamente.

Il dubbio: Fdi correrà o no?

Ma nel comunicato non c’è traccia su un aspetto essenziale: Fratelli d’Italia non dice se si presenterà o meno alle elezioni di maggio. Nessun candidato sindaco alternativo, nessuna lista annunciata, nessuna indicazione di voto. Solo la promessa di una «riorganizzazione» del circolo cittadino — un cantiere appena aperto, a cinquanta giorni dal voto, dopo le dimissioni del coordinatore Rosario Sicari. Un silenzio che pesa quanto le parole scritte, e che lascia gli elettori augustani di centrodestra in un limbo politico difficile da decifrare.

Il principio

FdI ha scelto la strada del principio: nessun attacco diretto, nessuna polemica, nessuna spiegazione concreta dei «criteri politici, etici e organizzativi» invocati. Una comunicazione blindata, che chiude il dibattito senza aprire il confronto. Efficace sul piano della disciplina interna. Meno generosa verso chi, ad Augusta, aspetta ancora di sapere se il proprio partito sarà in campo o no.

La sfida nella sfida

Di Mare, nel frattempo, incassa e rilancia. Il centrodestra locale lo blinda, Forza Italia e Mpa in testa,  e lui trasforma lo strappo in narrazione: l’uomo che Roma non ha voluto, che Augusta potrebbe invece scegliere.

Il duello vero, a questo punto, non è più solo tra candidati. Ad Augusta, il 24 e 25 maggio, si vota anche su questo.