Il presidente del tribunale di Siracusa facente funzioni Antonio Alì ha accolto le richieste dell’Ordine degli avvocati di Siracusa disponendo in sostanza l’accesso illimitato dei difensori al palazzo di giustizia ed il ritorno in ufficio del personale. “Gli avvocati e gli altri liberi professionisti che si trovano al palazzo di giustizia – si legge nel provvedimento del presidente del tribunale – perché impegnati in udienza o in adempimenti di cancelleria già prenotati potranno disbrigare altre pratiche di interesse evitando così di ricorrere alla fissazione di nuovi appuntamenti, sempre ovviamente nel rispetto delle regole di divieto di assembramento, di distanziamento, di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale”.

Inoltre, come disposto dallo stesso presidente del tribunale, sarà limitato ad un solo giorno il lavoro in modalità smart working. “Il personale, dal 15 giugno fino alla cessazione dello stato di emergenze epidemiologica, presterà – si legge nel provvedimento del presidente del tribunale di Siracusa facente funzioni –  il lavoro in maniera agile un solo giorno la settimana, così da garantire un congruo aumento della presenza nelle cancellerie in proporzione dell’incremento dell’attività giurisdizionale, salvo casi di natura eccezionale che ogni direttore amministrativo valuterà comparando le esigenze del dipendente ed il concreto risultato esigibile ed esatto”.

Una decisione probabilmente assunta dopo la protesta degli avvocati che nei giorni scorsi hanno organizzato una manifestazione davanti al tribunale, dal titolo Giustizia sospesa, per denunciare i gravi disagi, tra cui gli accessi limitati ed i rinvii delle udienze. In quell’occasione, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Siracusa, Francesco Favi, ha anche lanciato stoccate al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, peraltro al centro di numerose polemiche, tra cui quella legata al magistrato Nino Di Matteo in merito alla presidenza del Dap.