“Serve una legge organica per la valorizzazione, tutela, controllo, organizzazione della filiera e aggregazione dell’offerta sul grano siciliano”. L’obiettivo è stato fissato dall’Assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera, in occasione della tre giorni sulla valorizzazione e l’importanza del grano siciliano, che ha avuto luogo lo scorso week end a Palazzolo Acreide.

Unico denominatore comune dell’incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti del Consorzio di Ricerca Ballatore, ente strumentale dell’Assessorato Agricoltura, sindaci, operatori del settore, istituzioni e scuole, è stato quello di fondare le basi per creare un nuovo modello di organizzazione della filiera del grano che sappia coniugare risorse, punti di forza, opportunità e che sappia, soprattutto, comunicare un nuovo modo di vivere il territorio e preservarne la sua identità.

Dopo le numerose iniziative in materia messe in campo dal governo Musumeci, fondamentali per l’economia della cerealicoltura siciliana, che vanno dallo sblocco di gran parte dei pagamenti Agea, ai controlli sulle importazioni nei porti siciliani, alla deroga alla ripetizione pluriennale del grano biologico, unica regione d’Italia ad averla ottenuta, all’iscrizione di 20 cultivar locali al registro nazionale delle varietà da conservazione e all’individuazione per decreto degli agricoltori custodi, passando per l’approvazione del disciplinare per il marchio Qualità Sicura, garantito dalla Regione Siciliana, è giunto il momento per l’assessore di riunire attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera del grano siciliano.

“Lo faremo proprio qui a Palazzolo Acreide – afferma l’Assessore Bandiera –, data l’attenzione, la partecipazione e la sensibilità mostrata dal territorio Ibleo riguardo al tema, al fine di giungere alla stesura di una norma organica, che metta insieme tutti gli anelli della filiera e che possa costituire volano e valore aggiunto per il rilancio del comparto cerealicolo siciliano, che oltre a vantare una tradizione millenaria è attore della Dieta Mediterranea, celebrata dai più grandi nutrizionisti e riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”.