Per evitare di perdere le azioni di IsabGoi Energy avrebbe avviato una trattativa per uno sconto, una dilazione o una transazione sul debito di 150 milioni di euro nei confronti di Litasco, la società svizzera nell’orbita della russa Lukoil.

La composizione negoziata

Il Tribunale di Milano, a cui il creditore si è rivolto, si è pronunciato con il pignoramento delle quote Isab, gestore delle due raffinerie di Priolo, ma la proprietà, cioè Goi Energy, come riportato stamane nell’edizione del quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore, sta provando ad evitare l’esecutività del provvedimento dei giudici, facendo ricorso alla composizione negoziata della crisi.

Come si legge nel sito di Unioncamere, si tratta di uno strumento concesso alle aziende “in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario” allo scopo “di perseguire il risanamento dell’impresa con il supporto di un esperto indipendente, che agevoli le trattative con i creditori e altri soggetti interessati”.

Il tempo a disposizione di Goi Energy

La competenza è del Tribunale di Roma che esaminerà la pratica di Goi Energy ed in caso di assenso, la società cipriota proprietaria di Isab avrebbe 4 mesi di tempo per trovare un’intesa, più una proroga di altri 4 mesi. Insomma, 8 mesi di tempo in tutto per saldare il debito, altrimenti si procederebbe con l’esecutività del pignoramento.

Le mosse del Governo nazionale

Dal Governo nazionale filtra ottimismo, in virtù dell’opportunità, come dichiarato dal vicepresidente della Commissione bilancio della Camera dei deputati, Luca Cannata, esponente di FdI, interfaccia del ministro per il Made in Italy, Adolfo Urso per le vicende del Petrolchimico di Priolo, di usare il jolly della Golden power, bloccando di fatto l’acquisizione delle azioni Isab, definito sito di interesse strategico nazionale.

Del resto, nel ragionamento del Governo, la Litasco è una società legata alla Lukoil, il cui paese, la Russia, è sotto embargo e sanzioni dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per cui, seguendo questa tesi, ci sarebbero le condizioni per impedire che le azioni finiscano nelle mani della Litasco.  Il senatore del Pd, Antonio Nicita, in un’interrogazione, ha aperto alla possibilità da parte dello Stato di acquisire il pacchetto di maggioranza di Isab.

Il timore dei sindacati metalmeccanici

Sulla vicenda sono intervenuti Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, i sindacati dei metalmeccanici. “Questa decisione giudiziaria- scrivono Fim, Fiom e Uilm – rappresenta un ulteriore, gravissimo colpo alla già fragile stabilità del polo petrolchimico di Siracusa, che da mesi versa in una crisi profonda, segnata da tensioni finanziarie e incertezze gestionali.  La situazione rischia concretamente di compromettere centinaia di posti di lavoro e di mettere in ginocchio un’area industriale strategica per l’intera economia nazionale”. “Il tempo delle attese è esaurito- conclude la nota-, il polo industriale siracusano non può essere lasciato in balia di contenziosi internazionali e manovre finanziarie. Servono risposte concrete e immediate.”