Poco prima della fine dell’anno, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, nell’ambito del piano di riscossione dei tributi locale, aveva lanciato la campagna “Fisco amico”. Cartelle, definite, bonarie per invitare il contribuente a chiarire la sua posizione ma per qualcuno di amico c’era ben poco, anzi le giornate sono state scandite dall’incubo di pagare due volte la stessa tassa.

Ecco il racconto di una donna,

“Mi è doveroso ringraziare “calorosamente” il Comune di Siracusa – racconta l’utente –  per l’inutile perdita di tempo e la seria preoccupazione. Vi spiego meglio. Ieri ho ricevuto questa comunicazione dal comune di Siracusa in cui, come leggete, mi viene intimato di regolarizzare la mia situazione debitoria nei loro confronti a pena di procedure esecutive sui miei patrimoni. Oggi corro affannosamente a verificare il tutto presso agenzia delle entrate. E praticamente ci accorgiamo che il debito è stata pagato già nel 2013. Ma come sappiamo ormai tutti, in questo comune, una mano non sa cosa fa l’altra e cosi inducono i cittadini onesti e che pagano le tasse a preoccuparsi pure per i debiti pagati 7 anni fa. Che dire? Che forse li denuncerò per la perdita di tempo e per l’inutile preoccupazione. E se qualcuno dovrà pagare pagherà”.

Ma ci sono altri casi “curiosi”, come quello di un pensionato di 74 anni, malato di Alzheimer. “E’ arrivato un accertamento relativo alla Tasi solo che il nostro familiare è affetto dal morbo di Alzheimer – raccontano i parenti – dunque sarà impossibile andare a recuperare il documento che attesti il pagamento di quell’imposta. Che beffa, saremo costretti a pagare due volte”.

Foto tratta da Facebook