Riviera Dionisio il Grande, una delle zone più suggestive di Siracusa che volge il suo sguardo verso il mare,  si è trasformata in uno scenario da film catastrofico.

Cede la parete

Una parete rocciosa, alta decine di metri, è stata sventrata dalle forti mareggiate e ora le case si affacciano su un baratro. I proprietari se ne sarebbero accorti già ieri sera, avvertiti dai sinistri rumori prodotti dall’erosione e così in tanti sono immediatamente usciti da quella che sarebbe potuta essere una trappola.

Sopralluoghi ed evacuazioni

I vigili del fuoco sono impegnati nelle verifiche sulla tenuta di quella massa rocciosa e soprattutto sulla staticità delle abitazioni ma, stando a quanto appreso da BlogSicilia da autorevolissime fonti istituzionale, le evacuazioni sarebbero già iniziate da parecchie ore. L’assessore alla Protezione civile, Sergio Imbrò, coordina le attività di verifica e di soccorso, il suo telefono continua a ricevere aggiornamenti legati agli effetti del ciclone Harry.

La fragilità della zona

Questa zona, già fragile, era stata al centro di controlli negli anni scorsi, dopo i danni provocati dal ciclone Medicane. All’epoca, un tratto vicino al Monumento ai Caduti e alla pista ciclabile era stato interdetto per sicurezza. Oggi, gli immobili colpiti saranno sottoposti a verifiche urgenti per accertarne la stabilità.

Danni alla pesca e allo Sbarcadero di Santa Lucia

Non solo le abitazioni sono state messe a rischio. Il settore della pesca locale è tra i più colpiti. Parte dell’approdo dello Sbarcadero di Santa Lucia è stata spazzata via dal ciclone: alcuni piccoli pescherecci sono affondati, altri sono stati miracolosamente salvati. Il cantiere per il waterfront, aperto due anni fa, continua a essere motivo di preoccupazione per i pescatori. Secondo loro, le condizioni rimangono pericolose e impediscono un accesso sicuro ai mezzi di soccorso in caso di emergenza.

Ognina devastata: il mare spazza tutto

La contrada balneare di Ognina, celebre per le sue viste da perdere il fiato, appare oggi devastata. Video che circolano sui social mostrano case scudisciate dalle onde e piegate dalla furia del vento. Intere abitazioni hanno subito danni ingenti, mentre la costa è ricoperta di detriti e barche rovesciate.

Le testimonianze

La Protezione Civile, insieme alla Polizia Municipale, ai pompieri, e ai volontari, sta intervenendo dove possibile per monitorare la situazione e garantire la sicurezza. Ma per molti residenti, il senso di vulnerabilità resta forte: «Abbiamo vissuto venti e mareggiate, ma non avevamo mai visto il mare così aggressivo», racconta un pescatore che questa mattina ha raggiunto lo Sbarcadero tra le macerie.

Un territorio fragile e a rischio

Gli eventi di oggi ricordano quanto il territorio siracusano sia sensibile agli effetti dei cicloni e delle mareggiate. Le coste rocciose e le infrastrutture vicino al mare mostrano tutte le fragilità accumulate nel tempo. Ora si attendono le verifiche ufficiali su case e immobili, mentre la città conta i danni di un ciclone che ha lasciato dietro di sé paura e distruzione.

Scerra: “Azioni concrete”

“Non è il momento delle polemiche sterili, ma nemmeno dell’immobilismo. Servono azioni concrete e immediate, anche dal punto di vista finanziario, perché migliaia di cittadini sono allo stremo e molte attività economiche rischiano di non rialzarsi. Non è neanche complesso capire cosa fare: si attinga senza esitazioni al Fondo nazionale per le emergenze” dice il deputato nazionale del M5S, Filippo Scerra.