I Carabinieri del Comando Provinciale di Siracusa stanno dando esecuzione ad un decreto di sequestro finalizzato alla confisca del valore di cinquantamilioni di euro a carico del clan mafioso Nardo di Lentini (Siracusa).

La misura di prevenzione patrimoniale, emessa ai sensi del Codice Antimafia, su proposta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che ha coordinato le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo aretuseo, colpisce due ditte di Lentini operanti nel lucroso settore del trasporto su gomma ortofrutticolo, in particolare di agrumi, con più di 200 dipendenti e una flotta di circa 350 mezzi, nonché un appartamento, capannoni, terreni e conti correnti, intestati a soggetti ritenuti prestanome di un elemento di spicco del clan, detenuto dagli anni Novanta.

In passato nel siracusano altri beni sono finisci sotto sequestro perchè ritenuti nelle mani del clan ad Augusta. Un anno fa è toccato al capitale sociale della società Agenzia del Centro Srl di Augusta per un valore di circa 300 mila euro. Il provvedimento del Tribunale di Catania era stato emesso nei confronti di Giuseppe Petullà, 46 anni, ritenuto dalla Direzione investigativa antimafia “contiguo all’organizzazione mafiosa “Nardo” egemone nella provincia di Siracusa e collegata alla più potente e pericolosa organizzazione criminale mafiosa “Santapaola” di Catania”.

Gli accertamenti patrimoniali avrebbero messo in evidenza la sussistenza di una netta sperequazione tra il valore dei beni a vario titolo posseduti, il tenore di vita mantenuto e le fonti di reddito documentate dal nucleo familiare. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Dia di Catania, il ruolo di Petullà emerge in diverse indagini in particolare nell’operazione “Nostradamus” con l’accusa di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione.

Tra gli arrestati di quella operazione c’era Fabrizio Blandino che, sottoposto agli arresti domiciliari, manteneva contatti con i vertici del clan “Nardo”, attraverso Petullà per acquisire disposizioni sulla commissione delle attività illecite ad Augusta, riscuotendone periodicamente i proventi. Petullà era stato stato coinvolto nell’operazione di polizia “Parsifal”, con l’accusa di estorsione aggravata dalla finalità mafiosa ad imprenditori di Augusta.