Sono stati condannati a due anni e due mesi ciascuno i parcheggiatori abusivi siracusani, Salvatore Urso, 59 anni, e Francesco Mollica, 39 anni, finiti sotto processo per  l’incendio all’auto dell’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, avvenuto nel novembre del 2017 sotto la sua abitazione, mentre è stata assolta la terza imputata, Lucia Urso,  38 anni, moglie del trentanovenne.

Questa la decisione dei giudici del Tribunale di Siracusa che, però, hanno assolto gli imputati, difesi dall’avvocato Junio Celesti, dall’accusa di tentata estorsione non solo ai danni di Garozzo ma anche nei confronti dell’ex assessore alla Polizia municipale, Salvatore Piccione. Il pm di Siracusa, Gaetano Bono, al termine della sua requisitoria aveva chiesto pene più severe per i parcheggiatori: 9 anni per Salvatore Urso e 6 anni ciascuno per la coppia.

Gli imputati sono esclusivamente colpevoli, secondo quanto emerge nella sentenza del Tribunale di Siracusa, di essere i mandanti dell’attentato incendiario, eseguito da altri ma non ancora identificati dagli inquirenti.  Ad inchiodare i parcheggiatori sarebbero state le intercettazioni telefoniche: le loro conversazioni, ascoltate dai carabinieri del Nucleo investigativo, in quel periodo al comando del capitano Enzo Alfano, avrebbero permesso di scoprire quel piano per lanciare un messaggio all’ex sindaco. Avrebbe pagato in quel modo, la linea dura impressa dalla sua amministrazione contro il fenomeno del parcheggio abusivo, particolarmente attivo lungo il perimetro dell’area archeologica, in via Ettore Romagnoli, per anni “luogo di lavoro” degli imputati.

Secondo la ricostruzione della Procura, prima dell’incendio dell’auto, i parcheggiatori si sarebbero recati nel comitato elettorale di Gaetano Cutrufo, candidato alla Regione e sostenuto da Garozzo, proprio per incontrare l’allora sindaco, a cui avrebbero detto che se fosse continuata la tolleranza zero gliela avrebbero fatta pagare.

Furono arrestati dai carabinieri nei mesi successivi all’incendio insieme ad una quarta persona, Andrea Amato, 37 anni, anch’esso un parcheggiatore che, però, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato ed in primo grado ha rimediato una condanna pari a 5 anni e 4 mesi di reclusione.