“Nessuna intimidazione a Garozzo, volevamo solo essere regolarizzati”. Lo hanno affermato in aula, Francesco Mollica, 39 anni, e la moglie, Lucia Urso, 38 anni, sotto processo, insieme ad un’altra persona, Salvatore Urso, 59 anni, per l’intimidazione all’ex sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, la cui auto fu data alla fiamme il 14 novembre del 2017. Per l’accusa, quel messaggio sarebbe stato una sorta di ritorsione alla vittima, che aveva deciso di applicare la linea dura contro i parcheggiatori abusivi, culminata con l’adozione del Daspo.

“Abbiamo chiesto al sindaco ed all’assessore alla Viabilità Salvatore Piccione di voler essere regolarizzati, attraverso un percorso di legge” hanno detto gli imputati che,  nel corso della loro deposizione al palazzo di giustizia di Siracusa, hanno confermato di aver sostenuto l’ex sindaco sotto l’aspetto politico.

Per l’accusa, prima dell’incendio dell’auto, gli imputati si sarebbero recati nel comitato elettorale di Gaetano Cutrufo, candidato alla Regione e sostenuto da Garozzo, proprio per incontrare l’allora sindaco, a cui avrebbero detto che se fosse continuata la tolleranza zero gliela avrebbero fatta pagare. In aula, gli imputati, difesi dall’avvocato Junio Celesti, hanno negato di aver pronunciato frasi intimidatorie.

I parcheggiatori, che operavano nella zona del parco archeologico di Siracusa, furono arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo, al comando del capitano Enzo Alfano, nei mesi successivi all’incendio della macchina del sindaco, posteggiata sotto la sua abitazione, nella zona di viale Santa Panagia. Sono ritenuti i mandanti dell’avvertimento, gli esecutori non sono stati ancora identificati, anche se, in realtà, c’era un sospettato ma non è mai entrato nel processo.

Tra gli indagati pure un quarto parcheggiatore abusivo, Andrea Amato, 37 anni, che, però, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Siracusa, Carla Frau, ha emesso una condanna pari a 5 anni e 4 anni di reclusione nei suoi confronti. Una sentenza che potrebbe avere una certa influenza nel processo in corso per gli altri tre imputati.