Il cambio di proprietà di Isab apre una nuova fase per il polo industriale di Priolo, ma per il senatore del Pd Antonio Nicita c’è un nodo che viene prima di tutto il resto: il rapporto contrattuale tra la raffineria ed Trafigura, la società che acquista e vende prodotti petroliferi per conto di Isab. È su questo punto che l’esponente dell’opposizione al Governo Meloni annuncia un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.
L’acquisto di Isab
Prima, però, bisogna ricordare dove siamo arrivati: il 23 settembre Ludoil ha perfezionato l’acquisizione del 51% di Isab da Goi Energy, dopo il via libera nell’ambito del Golden Power. L’operazione ha attribuito al gruppo italiano la guida della raffineria di Priolo, Melilli e Siracusa, con un enterprise value indicato in un miliardo di euro.
Ludoil ha accompagnato il closing con un piano industriale da 1,3 miliardi di euro di investimenti nei prossimi cinque anni, destinati al rilancio di alcune unità produttive e allo sviluppo della filiera dei biocarburanti. L’attuale organico è stato confermato e il gruppo prevede anche nuovo impiego legato agli investimenti.
È dentro questo scenario che Nicita riapre il dossier Trafigura. “Il punto che va tuttavia sciolto, urgentemente e preliminarmente, e che il Governo non può più eludere o nascondere, è il rapporto contrattuale tra Isab e Trafigura”, sostiene il senatore. Il riferimento è al contratto che, secondo quanto riportato nel provvedimento dell’Antitrust sull’operazione Ludoil-Isab, lega fino al 2033 le due società: Trafigura fornisce il greggio e le altre materie prime e ritira circa il 90% dei prodotti raffinati.
Il ruolo dominante di Trafigura e l’interrogazione al Governo
Per Nicita è questo il punto decisivo della vicenda. “Con il Golden Power sulla cessione a Goi Energy il Governo e il ministro Urso hanno infatti commesso un grave errore, accettando che Trafigura assumesse di fatto il ruolo di dominus della raffineria, senza acquisirne la proprietà e senza assumersi rischi”.
È una valutazione politica del senatore, che chiede però al Governo di chiarire prima di tutto i termini concreti dell’accordo. “Per questo presenteremo un’interrogazione al Presidente del Consiglio e al ministro delle Imprese e del made in Italy per conoscere i termini esatti del contratto fra Isab e Trafigura, a partire da durata, condizioni economiche, ripartizione dei rischi e clausole di recesso”.
Il tema, nella lettura di Nicita, si lega direttamente alla capacità della raffineria di produrre risorse per gli investimenti.
“Se confermata, l’esistenza di contratti in esclusiva sia sulla fornitura del greggio sia sul riacquisto dei prodotti Trafigura ha interamente trasferito sull’asset strategico di interesse nazionale Isab il rischio d’impresa, permettendo a Trafigura di trattenere per sé la quasi totalità dei margini fra ciò che vende e ciò che ricompra, senza lasciare redditività per finanziare i necessari investimenti nel quadro della transizione ecologica”.
La Golden Power
Una ricostruzione che Nicita collega anche a quanto emerso negli anni scorsi sul rapporto tra Goi Energy e Trafigura e alle informazioni riportate dal Financial Times nel 2025. Ma c’è un altro elemento che il senatore porta al centro della discussione: la nuovo Golden Power. “Sulla nuova operazione il Governo ha esercitato i poteri speciali con il DPCM del 5 agosto, ma le prescrizioni imposte alla nuova proprietà non sono note ai lavoratori né al territorio”.
Da qui la richiesta di rendere chiari gli impegni assunti e soprattutto il perimetro entro cui dovrà muoversi la nuova proprietà. Nicita chiede inoltre di sapere “quale ruolo Trafigura eserciti effettivamente nella gestione della raffineria” e cosa il Governo intenda fare per evitare che il contratto possa limitare l’autonomia industriale di ISAB.
Il confronto politico, dunque, non riguarda più soltanto il passaggio da Goi Energy a Ludoil. Il punto diventa capire come si incrocino la nuova proprietà, il piano da 1,3 miliardi e il contratto che continua a legare Isab a Trafigura.
La segnalazione al Garante per la concorrenza
Ed è proprio su questo terreno che Nicita annuncia un possibile secondo passaggio.
“Se il Governo non interverrà, attiveremo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato con una segnalazione-denuncia per verificare se nel rapporto fra Trafigura e Isab si configuri un abuso di dipendenza economica”. La partita, per il senatore dem, non è quindi chiusa con il closing dell’operazione Ludoil. Anzi, è proprio adesso che, nella sua lettura, occorre verificare quali siano gli effettivi margini di autonomia industriale della raffineria.
“Senza sciogliere questo nodo non potranno esserci gli investimenti necessari ad alcuna transizione ecologica del polo, e il futuro di Priolo, dei lavoratori diretti e dell’indotto resterà appeso alle convenienze di un trader internazionale”.






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