Nella zona industriale di Priolo Gargallo, nel Siracusano, là dove dominano le raffinerie del Petrolchimico, sta prendendo forma una storia diversa. Agrobiofert srl ha completato H2-Farm, il primo impianto siciliano per la produzione di idrogeno rinnovabile ad arrivare alla comunicazione formale di fine lavori. Una prima volta che vale non solo per la Sicilia, ma che si colloca tra le prime anche nel panorama nazionale.

Il progetto della Hydrogen Valley è stato finanziato con fondi PNRR NextGenerationEU per un importo di 10.479.375 euro, nell’ambito della Missione 2 sulla rivoluzione verde e la transizione ecologica, Componente 2 sull’energia rinnovabile e la mobilità sostenibile, Investimento 3.1 dedicato alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse. Una cornice che dice già molto: non un sito vergine, ma un’area segnata dall’industria pesante che viene reinterpretata in chiave green.

Come funziona l’impianto

Per capire cosa sia H2-Farm occorre partire dall’inizio. Il sole, attraverso un impianto fotovoltaico realizzato dalla società Alfacubo, genera elettricità pulita. Questa energia alimenta due elettrolizzatori di tecnologia PEM da 1 megawatt ciascuno, per una potenza complessiva di 2 MW. Gli elettrolizzatori fanno una cosa semplice nella descrizione, complessa nell’esecuzione: scindono le molecole dell’acqua in idrogeno e ossigeno, attraverso un processo chiamato elettrolisi. L’idrogeno prodotto viene poi compresso, stoccato temporaneamente e caricato su carri bombolai per essere distribuito a clienti industriali.

A regime, l’impianto è progettato per produrre circa 37 chilogrammi di idrogeno all’ora, pari a oltre 324 tonnellate annue. Non è idrogeno qualunque: è idrogeno verde, prodotto senza combustibili fossili, con energia di origine solare certificata come rinnovabile non biologica.

Una filiera tecnologica italiana

Un elemento che merita attenzione riguarda la provenienza della tecnologia. Il cuore dell’impianto è made in Italy: gli elettrolizzatori PEM sono forniti da ErreDue S.p.A., azienda specializzata nella generazione on-site di gas tecnici e idrogeno. La sezione di compressione e accumulo si basa invece su tecnologia SAFE S.p.A. e FABER Industrie S.p.A., entrambe italiane. In un settore dove la dipendenza da componentistica straniera è spesso la norma, la scelta di una filiera nazionale è un dato non trascurabile.

Il team dietro il progetto

La realizzazione di H2-Farm è stata coordinata dal project manager Maurizio Musco, che ha gestito il percorso strategico e operativo dell’intervento affiancando il team tecnico composto dall’ingegnere Cammarata, dal dottor Falqui e dagli ingegneri Codevilla, Veca,  Vinci e Mazzotta. A guidare la società è Roberta Monaco, amministratore unico di Agrobiofert.

Priolo, il paradosso virtuoso

C’è qualcosa di simbolicamente potente nel fatto che la prima Hydrogen Valley siciliana sorga proprio a Priolo Gargallo. Il polo petrolchimico siracusano è storicamente uno dei siti industriali più pesanti d’Italia, con una presenza massiccia di raffinerie e impianti chimici che nel corso dei decenni hanno sollevato interrogativi seri su salute, ambiente e qualità dell’aria nella popolazione locale.