La catena di agguati nel Siracusano che imperversa da mesi, culminati con ben 4 omicidi, sembra preoccupare solo il vescovo di Siracusa, Francesco Lomanto.
L’allarme del vescovo
“In questi giorni gravi fatti di sangue ‒ ancora una volta – hanno seminato paura e incertezza. Non è accettabile ferire o procurare la morte degli altri” ha detto il pastore dell’arcidiocesi di Siracusa, al termine della processione del Corpus Domini, alludendo a due recenti delitti, il primo accaduto a Siracusa in via Elorina, con l’uccisione a colpi d’arma da fuoco di un ufficiale della Capitaneria di Porto, i cui funerali si sono celebrati ieri pomeriggio, il secondo ad Avola, con la morte di un 48enne, dal passato turbolento con alle spalle varie inchieste per droga ed estorsioni, per mano di due uomini, padre e figlio.
Quando a sparare è un poliziotto in pensione
I presunti aggressori non sono personalità radicate nel crimine organizzato ed è questo che desta tanta preoccupazione, del resto, in un omicidio di qualche settimana fa, avvenuto nelle campagne di Lentini, a premere il grilletto contro un pastore sarebbe stato un poliziotto in pensione, una persona che ha sempre vissuto nella cultura della legalità.
Le dichiarazioni del prefetto
Episodi che certamente destabilizzano e testimoniano quasi un crollo della fiducia verso lo Stato, innescando una spirale di violenza ingiustificata e pericolosa. Il prefetto di Siracusa, Giovanni Signer, intervistato poche ore dopo il delitto in via Elorina si è espresso così: “Sono fatti di sangue che hanno delle storie personali, per cui io non sarei così catastrofico. Nell’ultimo omicidio (quello di Giuseppe Pellizzeri a Siracusa), dalle notizie che mi sono state date c’è una vicenda economica. Certo, i problemi ci sono, come il consumo di stupefacenti è il primo tra questi”.
Gli omicidi per futili motivi
Il vescovo di Siracusa, evidentemente preoccupato per questa striscia di violenza, rimarca come in questa catena di delitti vi siano motivazioni molto futili, il che rende il fenomeno ancora più drammatico. “Siamo vicini ai familiari che piangono per la morte dei propri congiunti la cui vita viene spezzata per futili motivi. Gesù ci indica la via del rispetto e dell’accoglienza, della mitezza e della carità, rigettando ogni forma di violenza e offesa verso l’altro”.






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