Come un cubo di Rubik: dentro le elezioni a Lentini ci sono tante facce. C’è il successo di Enzo Pupillo, alfiere del Campo Largo, c’è la sconfitta del Mpa-Grande Sicilia, che dopo aver abbattuto a colpi di mozioni di sfiducia Rosario Lo Faro, aveva scommesso su Giuseppe Fisicaro, salvo perdere con un distacco di appena 223 voti.
Lo scontro dentro Forza Italia
E poi, e forse è il dato più interessante: la partita nella partita dentro Forza Italia, che si è spaccata sul nome di Fisicaro. Una parte, quella più vicina a Riccardo Gennuso, deputato regionale, ha scelto di convergere sulla lista “Lentini c’è” a sostegno di Pupillo — con dentro anche il coordinatore cittadino del partito e il consigliere Davide Marchese. L’altra, legata alla senatrice Daniela Ternullo, ha allestito la Lista Azzurra per sostenere Fisicaro: è rimasta sotto il 5%, nessun seggio, fuori dal palazzo.
La partita nel Centrodestra
Il gioco è semplice, e se lo chiedono in tanti a Lentini e soprattutto nelle stanze della politica siracusana: con gli uomini di Gennuso dentro la coalizione attorno a Fisicaro — che comprendeva anche FdI — il candidato del centrodestra avrebbe vinto? Forse sì. Lo scarto è così risicato da farlo certamente supporre, ed è la lettura che circola apertamente tra i più vicini al deputato regionale: “Senza Riccardo non si vince”. Un messaggio indirizzato al centrodestra e al deputato regionale del Mpa-Grande Sicilia Giuseppe Carta, regista della sfiducia a Lo Faro e dell’intera coalizione, che nelle settimane precedenti al voto aveva denunciato pubblicamente il tradimento politico della corrente gennusiana. Gennuso, dal canto suo, aveva contestato il metodo con cui era stato scelto il candidato sindaco: una frizione che aveva innescato la fuga del coordinatore cittadino, Pippo Innocenti, e di Davide Marchese, consigliere comunale uscente, entrambi approdati nel campo di Pupillo, che ha poi indicato proprio Marchese tra i suoi assessori.
L’effetto boomerang
Un successo tattico innegabile, quello dei gennusiani. Ma che rischia di trasformarsi in un boomerang: a vincere è stato l’uomo del Campo Largo, e quella mossa potrebbe essere rievocata — e usata — sui tavoli della politica regionale. La domanda che rimane aperta è se Gennuso abbia calcolato fino in fondo il prezzo di aver dimostrato di contare: ha convinto tutti di essere indispensabile, ma il Comune è andato dall’altra parte.
Le dinamiche locali
Detto questo, le dinamiche locali si prestano spesso a letture autoreferenziali, distanti dalla logica delle competizioni più ampie — Regionali, Politiche — dove gli steccati tra coalizioni sono più rigidi e i margini di manovra personale si restringono. Lo dimostra, a pochi chilometri di distanza, Augusta: qui ha vinto lo strafavorito Giuseppe Di Mare, nonostante FdI lo avesse scaricato a poche settimane dal voto per un regolamento di conti interno, arrivando persino a disertare la corsa elettorale. Forza Italia e Mpa hanno esultato comunque con lui. È la politica siracusana, bellezza.






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