Il prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, ha emesso due nuove interdittive antimafia nei confronti di altrettante aziende agricole del Siracusano. Si tratta di imprese che rientrerebbero nella galassia del gruppo Carcione di Carlentini, già raggiunto da altri 6 provvedimenti della Prefettura.

Il Tar sui ricorsi

Nelle ore scorse, il Tar di Catania ha respinto i ricorsi presentati dai proprietari di due aziende a cui non resterà che presentare appello al Cga. Il provvedimento, al momento, esclude questi imprenditori ad avere rapporti contrattuali con le Pubbliche amministrazioni.

Il clan dei Nebrodi

Nel dispositivo dei giudici amministrativi, sono evidenziati i legami tra questo gruppo, attualmente sotto processo in quanto coinvolto nell’inchiesta Terre emerse su una presunta appropriazione di terreni, alcuni dei quali acquisiti con le minacce che avrebbe fruttato tanti soldi grazie all’erogazione di fondi europei, con il clan Bontempo Scavo, operante nell’area dei Nebrodi.

L’asse tra Messina, Enna, Caltanissetta e Siracusa

In realtà, nella sentenza emerge un aspetto inquietante, cioè l’esistenza di un asse su una porzione vasta della Sicilia, comprendente le zone di Messina, Caltanissetta, Enna e Siracusa.

“Le indagini negli ultimi 10 anni hanno permesso di individuare – si legge nel dispositivo – in diversi contesti territoriali, non solo dei Nebrodi ma anche delle province di Siracusa, Caltanissetta ed Enna il sistema criminale praticato con le medesime peculiarità e modalità”.

La criminalità rurale ed i rischi per l’economia

Nel dispositivo del Tar si evidenzia l’esistenza “di una criminalità rurale, autoctona o proveniente da aree limitrofe, che si presenta a forte connotazione mafiosa e familistica”.

Gli interessi sulle energie alternative

Questa  “ha acquisito enormi disponibilità finanziarie e sempre più terreni, perfino demaniali, assumendo potenzialmente una posizione di forza nella filiera alimentare nonché in ogni altro settore che in futuro dovesse riguardare lo sviluppo dei terreni agricoli, quali l’energia alternativa, con effetti ancora più depressivi per l’economia per di più con il rischio di mettere in atto tali pratiche illegali anche in altri paesi europei” si legge nel dispositivo dei giudici del Tar di Catania.