La Direzione distrettuale antimafia di Catania ha depositato le richieste di condanna davanti al gup del Tribunale di Catania per sei degli imputati nel processo con rito abbreviato sull’inchiesta che nell’estate scorsa ha fatto luce, secondo la prospettazione accusatoria, su un clan mafioso radicato nel cuore di Ortigia, nel centro storico di Siracusa.
Le richieste
Per Orazio Scarso, 57 anni, indicato dai pm come il vertice del sodalizio e difeso dagli avvocati Matilde Lipari e Giuseppe Rapisarda, la pubblica accusa ha chiesto la condanna a 20 anni di carcere. Diciotto anni per Claudio Guzzardi, 38 anni, assistito dagli avvocati Massimiliano Lipari ed Eugenio De Luca. Dodici anni per Christian Fontana, 39 anni, difeso dall’avvocato Antonio Meduri.
Per Andrea Sapienza, 41 anni, assistito dagli avvocati Emiliano Bordone e Pappalardo del foro di Catania, la Dda ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di associazione mafiosa, ma la condanna a 6 anni per estorsione e porto d’arma. Sei anni sono stati chiesti anche per il medico dell’Asp di Siracusa Ugo Mazzilli. Per Luigi Fazzino, imputato solo per intestazione fittizia legata al possesso di un veicolo, la Dda ha invece chiesto l’assoluzione. Gli imputati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e lesioni aggravate.
Il presunto boss e il controllo del territorio
Scarso, Guzzardi, Fontana e Sapienza sono i quattro arrestati nel blitz del 3 luglio 2025, eseguito da Carabinieri e Guardia di Finanza su delega della Dda di Catania. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo, con presunti legami al clan Bottaro-Attanasio, avrebbe esercitato un controllo sistematico sul tessuto economico di Ortigia, con particolare attenzione al settore turistico. Nel mirino, tra l’altro, i “gli apecalessini” che animano le strade del centro storico: secondo l’accusa, gli operatori sarebbero stati costretti a versare il pizzo. Il gruppo avrebbe anche offerto servizi di recupero crediti tramite violenza e intimidazioni, con episodi avvenuti anche alla presenza di donne e minori. Le indagini, avviate nel 2021, hanno restituito l’immagine di un clima di omertà diffusa nel quartiere.
Il medico dell’Asp e i 30mila euro
Tra le posizioni più delicate dell’inchiesta spicca quella di Ugo Mazzilli, dirigente dell’Asp di Siracusa, per cui la Dda ha chiesto sei anni. Secondo la tesi accusatoria, il medico, che ha respinto le accuse, si sarebbe rivolto al clan di Ortigia per risolvere una controversia privata che riguardava una sua collega: una compravendita di un’automobile andata storta, con in ballo circa 30mila euro. Per evitare che la donna perdesse il denaro, Mazzilli si sarebbe servito del gruppo per esercitare pressioni sull’altro soggetto coinvolto. È su questa base che la Dda ha contestato nei suoi confronti il coinvolgimento nell’inchiesta antimafia.
Gli altri venti a giudizio ordinario
Gli altri venti indagati hanno scelto il rito ordinario. Per loro è stato chiesto il rinvio a giudizio, con udienze fissate nei mesi di maggio e giugno 2026. Nel processo con abbreviato, la prossima udienza è fissata al 7 maggio per le arringhe delle difese. La sentenza è attesa per l’11 giugno.






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