I giudici della Corte di Appello di Catania hanno confermato la sentenza di primo grado per omicidio, pari a 16 anni ed 8 mesi di reclusione, nei confronti di  Dylan Foti, 22 anni. Il giovane, originario di Floridia, è rimasto coinvolto  nel delitto di Sebastiano Sortino, il  panettiere ucciso a colpi d’arma da fuoco il 9 settembre del 2016 a Floridia. Per lo stesso assassinio, sono stati già condannati dai giudici della Corte d’Assise di Appello dei Minori di Catania due amici di Foti, all’epoca dei fatti minorenni: D.B, , indicato dalla Procura e dai carabinieri di Siracusa come l’autore dell’omicidio, ha avuto una pena di 15 anni di reclusione, l’altro S.F., ha rimediato una condanna a 15 anni ed 8 mesi, dovendo rispondere anche di detenzione illegale di arma. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Foti e gli altri due giovani avrebbero voluto dare una lezione al commerciante con cui avevano litigato qualche minuto prima perché li avrebbe allontanati dal suo locale dopo averli visti importunare i suoi dipendenti. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Aldo Ganci, ha provato ad “alleggerire” la posizione dell’imputato, puntando sul fatto che non era proprietario del mezzo usato per l’omicidio e non era sua l’arma da cui sono partiti i colpi mortali. Inoltre, secondo quanto riferito dal suo avvocato, l’omicidio sarebbe stato portato a termine senza la presenza di  Foti.

La ricostruzione del delitto

I tre giovani, secondo quanto sostenuto dalla Procura di Siracusa, si erano presentati nel panificio della vittima per mangiare cornetti e pizzette. A quanto pare, avrebbero lanciato pezzi di pellet infastidendo un dipendente che  ha chiamato il proprietario, precipitatosi nel locale per cacciare quei ragazzi. Un rimprovero che avrebbe scatenato la furia omicida degli imputati e così  avrebbero organizzato il piano di morte per ammazzare il titolare del forno. Il commerciante, poco dopo quell’episodio, è salito a bordo della sua auto, una Mercedes classe A, e con quella avrebbe voluto tornare a casa e mettersi alle spalle quello scontro ma all’altezza della strada tra via Foscolo e via Boschetto i presunti assassini, in sella ad uno scooter, lo hanno incrociato: dei sei colpi esplosi con una pistola calibro 7,65 solo uno è andato a segno. L’autopsia, eseguita dal medico legale, ha svelato che il proiettile mortale, entrato dall’ascella sinistra ha reciso l’aorta mammaria, perforato un polmone e frantumato una costola, per poi uscire dalla spalla destra.

La  vittima

Sebastiano Sortino era componente dell’associazione antiracket ed aveva combattuto diverse battaglie contro il pizzo in un territorio difficile dove tutte le attività illecite, comprese le estorsioni, sono gestite dal clan del boss Antonino Aparo.