l'incidente è avvenuto a siracusa

Ai domiciliari per omicidio stradale, “ho provato a scansare il pedone, sono distrutto”

“Ho provato a scansare l’anziano, frenando prima dell’impatto ma la mia visuale era ostruita da una macchina parcheggiata”.

La testimonianza dell’indagato

E’ quanto ha affermato Francesco Puglisi, 23 anni, siracusano, nel corso del suo interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Siracusa in merito al suo arresto per omicidio stradale, legato alla morte di un anziano di 82 anni, investito dalla sua moto, una Yamaha 500, mentre stava attraversando viale Santa Panagia, poco dopo l’ufficio postale.

Il ricorso al Riesame

L’incidente si è verificato il 2 agosto, il decesso del pensionato è avvenuto nelle settimane successive e dal giorno delle morte della vittima l’indagato si trova agli arresti domiciliari. Il difensore del 23enne, l’avvocato Giorgio D’Angelo, ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame che, però, deve ancora fissare l’udienza. Nel corso della sua ricostruzione, fornita al gip, l’indagato ha precisato che questa esperienza lo ha segnato profondamente ma al tempo stesso ha affermato di aver tentato ogni manovra per evitare di travolgere l’anziano.

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L’omicidio stradale e la pena

L’omicidio stradale è definito dall’articolo 589 bis del Codice Penale: “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da due a sette anni.”

Come può aumentare la pena

Come indicato in un articolo pubblicato su Focus.it, la pena può essere poi aumentata in presenza di determinate aggravanti, come per esempio se il conducente risulta in stato di ebbrezza dovuta all’uso di alcol o di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti, se guida senza patente, senza assicurazione o se guida un mezzo pesante. In particolare, costituisce un’aggravante il procedere in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h.

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“Se poi il conducente che ha causato l’incidente fugge, la pena può essere incrementata da uno a due terzi. Non è previsto il carcere per chi provvede a soccorrere la vittima dopo l’incidente e si mette a disposizione della polizia. La durata massima della reclusione a cui si può arrivare è 18 anni”

 

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