Secondo tentativo per l’affidamento in concessione del Parco archeologico di Siracusa. Il primo bando, redatto dal direttore, Carmelo Bennardo, per un ammontate di oltre 6,5 milioni di euro,  è stato ritirato in autotutela nei mesi scorsi dalla Regione dopo i rilievi mossi dall’Anac in una nota del 24 luglio in cui sono emerse delle criticità nella gara.

I rilievi dell’Anaxìc

Tra queste ci sono l’errata individuazione da parte della Stazione appaltante del CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro) Multiservizi sottoscritto da Conflavoro,  Confsal e Fesica in luogo di altro CCNL”; l’assenza nella documentazione di gara della motivazione che ha indotto la Stazione appaltante a procedere con  l’esternalizzazione del servizio oggetto dell’appalto; l’assenza nel capitolato speciale di uno specifico riferimento ai “livelli minimi di qualità degli  standard dei luoghi della cultura della Regione Siciliana”.

Bennardo ci riprova

Affondato il primo bando, il direttore del Parco archeologico ha firmato un documento, risalente al 31 ottobre scorso, in cui dispone di  “avviare la procedura concorsuale europea finalizzata alla selezione dell’operatore economico contraente la concessione della Gestione integrata dei servizi al pubblico dei siti culturali della provincia di Siracusa” Nell’atto, lo stesso Bennardo è indicato come Responsabile unico della procedura e contestualmente si afferma che “la procedura di gara sarà espletata dalla Centrale unica di committenza che provvederà all’acquisizione del codice identificativo di gara”

I tesori del Parco archeologico

La gestione, affidata ai privati per 4 anni, riguarderà la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo; il Museo archeologico regionale “Paolo Orsi”; l’Area archeologica della Neapolis; il Castello Maniace; la Villa Romana del Tellaro a Noto; l’Area archeologica di Akrai a Palazzolo.

“Non interrompere il servizio”

Il ricorso ai privati nasce dall’esigenza del Parco di avere un aiuto nella gestione sia in termini economici sia di personale. “Il Parco ha necessità di garantire la continuità del servizio per non interrompere la pubblica fruizione dei siti, attività istituzionale imprescindibile ed obbligatoria e che il servizio in parola è di pubblico interesse e per la sua particolarità deve essere garantito senza soluzione di continuità” scrive nel documento il direttore del Parco archeologico.

Biglietteria alla Fondazione Inda

Per il momento, il servizio di biglietteria è svolto dall’agosto del 2024 dalla Fondazione Inda, l’istituto che organizza, ogni anno gli spettacoli classici al Teatro greco di Siracusa dopo la “decadenza del  contratto con il Raggruppamento Temporaneo di Imprese rappresentato dalla mandataria The Key s.r.l., oggi Aditus s.r.l”.

I rilievi di Dracma

Dubbi sulla determina del direttore del Parco archeologico sono stati mossi da Giovanni Di Lorenzo, presidente di Dracma, Difesa recupero ambiente cultura monumenti archeologia.  “L’accesso documentale, da noi richiesto ed a cui l’ANAC ha dato seguito, ci restituisce un’immagine, quantomeno impietosa, di come sia gestito il Parco Archeologico di Siracusa ed i procedimenti che lo riguardano”.

Secondo quanto prospettato da Di Lorenzo, “questo habitus continua nella determina di indizione della nuova gara, la 346 del 31 Ottobre 2025 dove, oltre a quanto detto, non si dà minimo cenno del procedimento ANAC, che ha “consigliato” il ritiro del precedente bando. Ed il bando potrebbe essere viziato”.

Informata la Procura

“Inoltre – avverte Di Lorenzo – la determina è un atto pubblico, e come tale, se si affermano circostanze false, potrebbero emergere profili penalmente, oltre che contabilmente, rilevanti. Per questo, data la poca chiarezza finora riscontrata, l’approssimazione e la cortina fumogena che avvolgono il Parco fin dal momento dell’insediamento di questo Direttore, abbiamo ritenuto opportuno mettere a conoscenza di molti fatti, sia l’Autorità Giudiziaria che la Magistratura contabile perché abbiano a far luce su quanto da noi esposto”.