“Istituire il Parco nazionale degli Iblei e sottoporre  al presidente della Repubblica il provvedimento di approvazione”. E’ quanto indicato nel documento firmato da associazioni ambientalisti ed alcuni enti (Acquanuvena, associazione Macrostigma, Camera di commercio del Sud Est Sicilia, Change.org, Centro educazione ambientale, Consorzio universitario mediterraneo orientale, Coordinamento comitati No Triv Val di Noto, Diocesi di Noto, Ente fauna siciliana,  Ente parco nazionale di Pantelleria, Forum agenda 21 Noto, Italia nostra, Legambiente, Museo di storia naturale di Comiso, Natura sicula, Progetto bacino fiume Asinaro, Strategia Val di Noto 2020 e Wwf Italia-Sicilia) al termine dell’incontro avvenuto a Noto nella sede del Consorzio universitario mediterraneo orientale.

L’obiettivo del Parco, che comprende le province di Siracusa, Catania e Ragusa, è di tutelare il territorio, sotto l’aspetto culturale ed ambientale, e realizzare iniziative per la sua valorizzazione. In realtà il Parco  Nazionale degli Iblei è già legge dello Stato dal 2007 ma uno dei problemi  resta la perimetrazione dell’area su cui esiste un duro braccio di ferro.

“Abbiamo esercitato – aveva commentato nell’aprile scorso il presidente Nello Musumeci – un delicato ruolo di mediazione e coordinamento tra i vari attori. Siamo riusciti ad arrivare a una proposta unitaria di Parco che rispetta le esigenze e le aspettative di tutti gli organismi coinvolti. Adesso attendiamo soltanto il via libera dal Ministero, per il raggiungimento di un importante obiettivo qual è il riconoscimento nazionale di un’area dalle grandi potenzialità”.

I Comuni che ricadono nella proposta del Parco sono: Licodia Eubea, Militello in Val di Catania, Vizzini, nell’area etnea; Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Giarratana, Ispica, Modica, Monterosso Almo, in provincia di Ragusa; Avola, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Carlentini, Cassaro, Ferla, Floridia, Francofonte, Lentini, Melilli, Noto, Palazzolo Acreide, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino, Priolo Gargallo, nel Siracusano.

Ma nel luglio scorso il Presidente dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei, Paolo Amenta –  insieme ai sindaci del siracusano, dei Comuni di Modica e Ragusa, di associazioni di categoria, enti e consorzi di sviluppo –  si è pronunciato contro il procedimento di istituzione del Parco, rifiutandosi di partecipare all’incontro  al Ministero dell’Ambiente.  “Occorre ridiscutere e riproporre, in maniera partecipata, dal basso, l’ipotesi di perimetrazione e zonazione “reticolare” del Parco” aveva detto Amenta.

Gli ambientalisti spingono, invece, perchè il Parco si realizzi secondo le indicazioni emerse nell’aprile scorso.

“I partecipanti al convegno chiedono – si legge nel documento –  che venga istituito il Parco nazionale degli Iblei e di sottoporre  al presidente della Repubblica il provvedimento di approvazione, affinchè il territorio possa beneficiare dei vantaggi ed opportunità in termini di economia sostenibile e di tutela dei beni ambientali e culturali (salvaguardia degli ecosistemi naturali, recupero dei centri storici, degli edifici di valore storico e culturali, dei nuclei abitati rurali e dei borghi) che vi insistono, prendendo come punto di riferimento la proposta di perimetrazione inviata dalla Regione siciliana in data 3 aprile 2019”.