Un’economia che corre, una società che resta indietro. È il quadro che emerge dal policy brief del Centro Studi CNA Siracusa.

Un PIL in forte espansione ma la qualità della vita non segue

Siracusa registra la crescita del PIL più elevata d’Italia nel periodo 2019-2025 (+44,7%), eppure occupa il penultimo posto nazionale per qualità della vita. È questa la contraddizione centrale messa in luce dallo studio “Il Paradosso Siracusano”, elaborato dal Centro Studi CNA Siracusa sotto il coordinamento dell’avvocato Elio Piscitello.
La ricchezza prodotta, secondo l’analisi, non riesce a trasformarsi in benessere diffuso, accentuando squilibri sociali, occupazionali e territoriali.

Un’economia concentrata: tanto valore, poco lavoro

Alla base della crescita vi è il polo petrolchimico, responsabile del 70% del valore aggiunto manifatturiero provinciale, ma capace di assorbire solo il 6,8% degli occupati. Un modello produttivo altamente capitalizzato che genera reddito, ma non occupazione stabile. Il mercato del lavoro risulta fragile: oltre due terzi dei lavoratori sono impiegati con contratti a termine, una quota doppia rispetto alla media nazionale. Le retribuzioni restano basse, soprattutto nei servizi, con salari inferiori del 21% rispetto al dato italiano.

Salari bassi e forti disuguaglianze

Lo studio evidenzia un marcato dualismo retributivo tra settori e una persistente disparità di genere. Le donne percepiscono mediamente il 25% in meno degli uomini, divario che nel settore privato arriva al 37%. Un dato che riflette non solo una questione salariale, ma anche una debolezza strutturale delle politiche di inclusione e di conciliazione tra vita e lavoro.

Crisi demografica e fuga dei giovani

Sul piano sociale, Siracusa attraversa una fase di transizione demografica negativa: in poco più di un decennio la provincia ha perso oltre 17 mila residenti. Particolarmente critico il dato sul capitale umano: Siracusa è ultima in Italia per quota di laureati tra i 25 e i 39 anni.
Il tasso di NEET supera il 33%, mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 50%. A questo si aggiunge l’emigrazione dei laureati STEM, che coinvolge quasi un giovane su tre, impoverendo ulteriormente il tessuto produttivo locale.

Welfare sotto pressione

Il sistema di protezione sociale assorbe risorse significative: le prestazioni pensionistiche superano 1,4 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 17% del valore aggiunto provinciale. Il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è destinato a peggiorare nei prossimi anni, segnalando una sostenibilità futura sempre più complessa.

Le potenzialità ancora inespresse

Accanto alle criticità, lo studio individua asset strategici rilevanti: un turismo in crescita, il patrimonio culturale riconosciuto dall’UNESCO, le risorse ambientali e i progetti legati alla transizione energetica, come l’Hub dell’idrogeno verde. Elementi che potrebbero sostenere un modello di sviluppo più equilibrato, se adeguatamente integrati con il tessuto delle micro e piccole imprese.

CNA: cambiare paradigma di sviluppo

«Non possiamo accettare che la crescita resti confinata a pochi settori», ha sottolineato Rosanna Magnano, presidente territoriale di CNA Siracusa, richiamando la necessità di una strategia centrata sulle persone e sulle PMI.
Sulla stessa linea Gianpaolo Miceli, segretario CNA, che evidenzia l’urgenza di contrastare precarietà, bassi salari e fuga dei giovani con politiche mirate all’occupazione stabile e alla riduzione dei divari generazionali e di genere.

Le proposte per il 2026

CNA Siracusa individua alcune direttrici operative: incentivi fiscali per le micro e piccole imprese, sgravi contributivi per chi investe in lavoro stabile, formazione e innovazione, riduzione dei tributi locali al raggiungimento di obiettivi occupazionali e di parità di genere.
Prioritari anche l’accesso al credito tramite i Confidi, il sostegno alla digitalizzazione e alla transizione green, programmi di inserimento lavorativo qualificato e politiche strutturali per l’occupazione femminile.

Una sfida aperta

Il quadro restituito dal policy brief non condanna Siracusa al declino, ma pone una sfida chiara: trasformare la crescita economica in sviluppo inclusivo. Secondo CNA, solo un patto territoriale che valorizzi capitale umano, piccola impresa e coesione sociale potrà invertire una traiettoria oggi segnata da profonde contraddizioni.