Non chiamiamola Siracusa, sarebbe meglio definirla la Beverly Hill della Sicilia per i prezzi da capogiro che l’hanno incoronata, ormai da mesi, tra le città più care in Italia. La crescita dei prezzi non riguarda solo i ristoranti, nelle settimane scorse BlogSicilia si è occupata del costo di un piatto con pasta con aglio, olio e peperoncino pari a 16 euro in un locale di Ortigia, ma anche le pizzerie.
Le pizze con prezzi da capogiro
Questa volta il centro storico, dove tutto è moltiplicato come emerso in una recente rilevazione del Comitato Cittadinanza Ortigia Resistente, non c’entra nulla: un lettore, nella serata di ieri, si è recato in una pizzeria, situata nella zona di contrada Isola, una delle zone balneari più gettonate di Siracusa, per cenare.
Menu alla mano, salta subito agli occhi il coperto: 3 euro. Mica male ma andando a scorrere i prezzi delle pizze, le cosiddette “classiche”, dunque non gourmet, saltano fuori numeri impressionanti: 13 euro per un calzone, con mozzarella, prosciutto e uovo, 12 euro per una 4 stagioni, 13 euro per una pizza accompagnata con la mozzarella di bufala, 13 euro per un’altra con il salame piccante, ed 11 euro per una pizza amata dai bambini, quella con wurstel e patatine. Il prezzo sale per altri con condimenti più “ricercati”, tra cui salsiccia, capperi, gamberetti (chissà se saranno freschi) ed il prezzemolo.
Il turismo in frenata ed il caro prezzi
L’inflazione, secondo gli esperti è dettata dall’aumento del turismo in città. Eppure i numeri, almeno nella stagione in corso sono in calo. A Siracusa i morsi della flessione si sentono tutti: gli operatori del settore, tra cui ristoratori ed albergatori, tra quelli che hanno il polso della situazione sulle presenze di visitatori in città, sostengono di aver avuto un calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“Un calo di presenze turistiche con picchi fino al 25% nel territorio per la stagione in corso” secondo l’analisi della Cna di Siracusa. Fondamentale, a questo punto, comprendere le cause e tra queste ce ne è una molto evidente, quella dell’inflazione, per cui il caro vita che porta ad una insicurezza economica, in particolare delle famiglie italiane.
Secondo l’Osservatorio Astoi di Confindustria Viaggi, possono esserci altre ragioni, perché, in effetti, non esiste una sola causa. Il boom di viaggi durante Pasqua e i lunghi ponti di aprile e maggio hanno spalmato parte della domanda turistica, rendendo l’alta stagione meno intensa rispetto agli anni passati.






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