Non è solo una questione di cifre, capitoli di spesa e residui attivi. La seduta del Consiglio Comunale di Priolo convocata per stasera, 23 febbraio, ha il sapore amaro dell’ultima spiaggia.

La sfida in aula

Al centro del tavolo c’è il Bilancio di previsione 2026-2028, ma sotto il tappeto si gioca una partita a scacchi brutale tra due visioni del territorio: quella di Pippo Gianni, il sindaco dalle sette vite politiche, e quella di Giuseppe Carta, il deputato regionale del MPA che sta tentando di ridisegnare la geografia del potere nel siracusano.

L’Anomalia Siciliana: Il Sindaco resterebbe “solo al comando”

Se stasera l’aula dovesse dire “no” al bilancio, scatterebbe il famigerato “modello Siracusa”. Una peculiarità tutta siciliana figlia della legge regionale n. 17 del 2016 e successive modifiche. A differenza del resto d’Italia, dove il fallimento del bilancio trascina con sé l’intera amministrazione, nell’Isola la norma prevede un destino asimmetrico: il Consiglio decade, viene sostituito da un commissario nominato dalla Regione, ma il Sindaco e la sua Giunta restano in sella.

Come a Siracusa e Solarino

Sarebbe la replica di quanto già visto a Siracusa con Francesco Italia e a Solarino con Peppe Germano: un paradosso democratico dove l’opposizione, nel tentativo di colpire il sindaco, finisce per “suicidarsi” politicamente, lasciando il primo cittadino libero dalle catene e dai veti dell’aula consiliare.

Cronistoria di una crisi: dal trionfo allo stallo

La parabola di Pippo Gianni in questo mandato è stata un’altalena di colpi di scena:

Maggio 2023: Gianni viene rieletto per il suo quinto mandato. Una vittoria che sembrava consolidare il suo potere dopo le tempeste giudiziarie.

Fine 2024: I primi scricchiolii. Il sindaco azzera la giunta per tentare di ricompattare una maggioranza che già dava segni di insofferenza, soprattutto sotto la spinta del gruppo Mpa-Grande Sicilia.

Il “Venerdì Nero” di Dicembre 2025: L’opposizione, guidata dai fedelissimi di Giuseppe Carta, boccia il Documento Unico di Programmazione (DUP). È l’atto di guerra: senza DUP non c’è bilancio, e senza bilancio il Comune scivola nell’esercizio provvisorio.

Gennaio 2026: Arriva il commissario ad acta Vincenzo Riela, inviato da Palermo per diffidare il Consiglio.

L’ombra di Giuseppe Carta: tra riscossa e “Sindrome di Lentini”

Per Giuseppe Carta, la partita di Priolo è un bivio cruciale. Il leader autonomista sta vivendo un momento di estrema tensione politica. Solo una settimana fa, il suo progetto di espansione ha subito una battuta d’arresto bruciante a Lentini. Lì, la mozione di sfiducia contro il sindaco Rosario Lo Faro — presentata proprio dall’area Mpa-Grande Sicilia — è naufragata in aula a causa del “tradimento” di alcuni consiglieri di opposizione che, all’ultimo momento, hanno fatto mancare i numeri. Una ferita che Carta ha sanato con il pugno di ferro, espellendo i dissidenti dal partito, ma che ha lasciato un segno.

Se a Priolo l’opposizione dovesse fallire nel colpo di grazia a Pippo Gianni, o peggio, se dovesse consegnare al sindaco un comune senza consiglio (permettendogli di governare “alla siracusana”), per Carta si tratterebbe del secondo smacco in dieci giorni. Il deputato regionale ha provato a forzare la mano all’ARS per cambiare la legge e far cadere i sindaci insieme ai consigli, ma i tempi della politica palermitana sono lenti, mentre quelli di Priolo scadono stasera.

Il bivio di stasera

Stasera l’aula dovrà decidere se essere “coerente fino all’estinzione” o se trovare una mediazione dell’ultimo minuto. Per Pippo Gianni, l’approvazione del bilancio significherebbe la sopravvivenza politica con una maggioranza però ridotta ai minimi termini; la bocciatura, paradossalmente, gli consegnerebbe le chiavi della città senza più l’ostacolo dei consiglieri. Per Giuseppe Carta, è il test della verità: dimostrare che il suo blocco è granitico e capace di condizionare il futuro di Priolo, evitando che la “macchia” di Lentini diventi l’inizio di un riflusso per l’onda autonomista in provincia.