Quattordici manifestazioni di interesse pervenute, la fase istruttoria appena avviata, ma sulla privatizzazione della Società Aeroporti di Catania si alza una voce critica sempre più strutturata.
La Commissione insularità
Il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita ha portato la vicenda SAC in Commissione insularità, ottenendo oggi l’audizione del Commissario della Camera di Commercio, Antonino Belcuore, e della presidente del CDA di SAC, Anna Quattrone. Un’audizione che ha prodotto più domande che risposte.
I rilievi
Nicita ha contestato con durezza tre nodi distinti. Il primo è la permanenza del Commissario Belcuore oltre il limite dei novanta giorni previsti dalla normativa, una anomalia che il senatore considera un vizio di fondo dell’intera procedura.
Il secondo riguarda l’esercizio da parte del Commissario di una delega sul merito della privatizzazione, successivamente estesa anche alla gestione dello scalo di Comiso: un’espansione di competenze che, secondo Nicita, non trova giustificazione né nella missione originaria dell’incarico né in una chiara base autorizzativa.
Il terzo nodo è quello che il senatore definisce l’opacità complessiva del processo: assenza di consenso e di condivisione con le istituzioni territoriali e regionali, in una procedura che riguarda un’infrastruttura strategica per l’intera economia siciliana.
Le domande alla presidente della Sac
Ad Anna Quattrone, Nicita ha rivolto domande più chirurgiche: quale organo della SAC sia formalmente competente e responsabile degli atti della procedura di privatizzazione, e se tutti i membri del consiglio di amministrazione siano stati puntualmente informati di ogni passaggio, esprimendo il loro consenso. Una richiesta che lascia intendere come il senatore abbia raccolto elementi, o notizie di stampa, che mettono in dubbio la piena collegialità delle decisioni assunte.
Le segnalazioni all’Anac
L’audizione di oggi non chiude il fascicolo: Nicita si è riservato di trasmettere, per il tramite della Commissione, una serie di domande a risposta scritta, e ha già informato di aver inviato segnalazioni all’ANAC sui medesimi temi. Ha inoltre chiesto formalmente l’audizione dell’amministratore delegato Nico Torrisi e di tutti i componenti del CDA.
Il quadro che emerge è quello di una procedura che accelera sul piano industriale, quattordici candidati in corsa per il 51% del capitale, ma accumula contestazioni sul piano della legittimità e della trasparenza. Le domande scritte e le segnalazioni all’ANAC trasformano quello che poteva sembrare un’iniziativa di opposizione parlamentare in un dossier formale, con interlocutori istituzionali precisi e tempi di risposta obbligati.






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