Può una solidarietà trasformarsi in un’accusa? Almeno così sembra averla declinata il sindaco di Lentini, Rosario Lo Faro dopo il comunicato del commissario cittadino di Grande Sicilia, Enzo Reale che ha svelato e condannato l’intimidazione al consigliere Giuseppe Vasta a cui ieri è stato recapitato un proiettile. Una faccenda delicata che arriva a poche ore dalla mozione di sfiducia al sindaco Rosario Lo Faro prevista per questa sera.
Lo Faro insorge: “Nessuno usi questo episodio per gettare ombre”
Il sindaco non fa riferimenti espliciti a Reale ma afferma che “richiamare oggi la coincidenza temporale con il voto sulla sfiducia significa lasciare inevitabilmente cadere ombre, suggerire collegamenti e alimentare dubbi senza alcun fatto, senza alcun riscontro, senza alcun elemento concreto”.
Il cortocircuito: Reale, Vasta e la mozione
Per capire perché Rosario Lo Faro abbia reagito con tanta durezza, basta rileggere le parole contenute nel comunicato diffuso dal commissario cittadino di Grande Sicilia, Enzo Reale. Nel messaggio di solidarietà al consigliere Giuseppe Vasta, Reale ha scritto: «La sensazione è che ci si trovi di fronte a un’ulteriore forma di intimidazione per scoraggiare chi ha firmato la mozione di sfiducia».
La sfiducia bis: numeri in bilico, campo minato
Tutto questo accade a poche ore di un voto già di per sé delicatissimo. È la seconda mozione di sfiducia in meno di un mese. La prima si era risolta in un clamoroso autogol interno: Lo Faro era sopravvissuto grazie ai franchi tiratori di Grande Sicilia, tra cui il presidente del Consiglio comunale Alessandro Vinci, poi espulso dal partito. Una vicenda che aveva lasciato il campo disseminato di macerie.
Questa sera i numeri restano un’incognita. Servono dieci voti. In un’aula già attraversata da tradimenti, ogni testa pesa doppio. A complicare ulteriormente il quadro c’è la frattura interna a Forza Italia: sul nome del possibile candidato sindaco, nell’ipotesi di caduta dell’amministrazione, le visioni del consigliere Davide Marchese e del coordinatore cittadino Pippo Innocenti non coincidono. Un centrodestra che arriva diviso al momento più importante.
La rivincita di Carta: una partita che va oltre Lentini
L’altra faccia di questa storia ha il nome di Giuseppe Carta, deputato regionale del Mpa-Grande Sicilia e punto di riferimento degli autonomisti siracusani. Per lui quella di stasera non è una semplice votazione: è una prova di forza politica.
Il primo round era stato un disastro a causa dei franchi tiratori, Lo Faro era rimasto in sella, e Carta aveva incassato uno smacco davanti all’intera provincia che si sommava alla delusione di Priolo, dove lo scioglimento del Consiglio comunale aveva chiuso bruscamente il suo braccio di ferro con il sindaco Pippo Gianni, privandolo di un altro avamposto nel territorio.
Se stasera la mozione passasse, per Carta sarebbe una rivincita piena: la dimostrazione che il suo partito sa ritrovare la disciplina, che la sua leadership nel Siracusano regge, che i conti con i franchi tiratori del primo round sono stati saldati. Una vittoria che ridisegnerebbe i rapporti di forza nell’intera area. Se invece Lo Faro sopravvivesse una seconda volta, il quadro per Carta diventerebbe molto difficile da sostenere.
Due facce della stessa storia, dunque. Da un lato uno scontro politico acceso, dall’altro una partita di potere che si gioca su scala provinciale, con in palio molto più di una poltrona a Lentini. Stasera si vota. Ma la sensazione è che, qualunque cosa accada in aula, i conti non si chiuderanno questa notte.






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